COPPIE DI FATTO IN VISTA?

Anche la cattolica Brescia si unisce ai comuni che dispongono di un registro delle unioni civili?

“Chiederemo l’istituzione del diritto delle Unioni Civili” queste le parole di Roberto Gabana, consigliere comunale presso il Comune di Brescia eletto nelle liste dei Socialisti Democratici Italiani, durante un partecipato convegno tenutosi a Brescia e intitolato “La città degli affetti più laici, più liberi, più felici”.

Per la “cattolicissima” cittadina padana questa dichiarazione è un vero passo avanti, mai prima un partito politico bresciano si era impegnato formalmente in una battaglia di libertà insieme gli omosessuali.

Se, il tema centrale del convegno sono state la coppie di fatto, tra i numerosi interventi, non sono mancati quelli tesi a discutere un “risveglio di una comune coscienza laica”.

Così Mafalda Gritti, Segretaria SDI di Brescia,

ha introdotto la serata contestando l’atteggiamento remissivo dei parlamentari italiani al Giubileo dei politici e richiamando l’attenzione “come ha fatto recentemente lo stesso Presidente Ciampi” al principio di laicità ed indipendenza dello stato. Caterina Groli, dottoressa bresciana da anni in prima linea nella lotta per i diritti delle donne, ha sottolineato il rischio di un ritorno al passato su questioni fondamentali come divorzio, aborto spendendo parole favorevoli per l’eutanasia, la contraccezione, l’interruzione di gravidanza e la fecondazione assistita.

La parte principale del dibattito ha riguardato la possibilità di istituire un registro delle coppie di fatto. Per questo è intervenuto l’avvocato Massimo Zambelli, noto penalista bresciano, che si è impegnato per individuare nelle maglie della legislazione vigente i possibili spazi utili a coprire la carenza legislativa sul tema delle convivenze. “Di fatto – ha detto – ci troviamo di fronte ad una lacuna legislativa” e il Parlamento dovrebbe sentirsi chiamato in causa e legiferare.

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A seguito, sono intervenuto personalmente, quale esponente di Arcigay Brescia, ed ho sottolineato la totale assenza di diritti che vive una coppia gay e ho puntato il dito sulle dichiarazioni di intenti di troppi partiti politici che sono rimaste lettera morta. Ho evidenziato, inoltre, quanto le unioni affettive gay apportino alla società un valore in particolare, che, per me, si chiama libertà. Infine mi sono espresso favorevolmente al tentativo di istituzione di un registro simbolico per le unioni civili a Brescia segnale per i gay della città di accettazione incondizionata e motivo di discussione per la cittadinanza rispetto alla realtà gay.

A conclusione del convegno il Consigliere Comunale dello SDI Roberto Gabana ha denunciato come la legislazione italiana non si adegui alle risoluzioni del Parlamento Europeo sulle coppie di fatto e quanto sia pesante la discriminazione nei confronti degli omosessuali. Il consigliere ha riconosciuto che la Costituzione palesa un trattamento privilegiato per le coppie sposate, ma ha rivendicato l’esistenza di altri tipi di coppie ugualmente degne si tutela e diritti: le coppie gay; “ognuno ha pari dignità indipendentemente dalle scelte di vita”.

Gabana, poi, ha sottolineato che la coppia gay non si fonda sul riconoscimento giuridico, sul favore costituzionale o sulla benedizione della Chiesa, bensì direttamente sull’elemento sentimentale e sull’impegno dei due soggetti. “A breve – ha concluso – chiederò formalmente al Consiglio Comunale di Brescia di istituire un Registro delle unioni Civili”.

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Oggi è impossibile prevedere se, in tempi rapidi, anche Brescia avrà il suo simbolico registro delle unioni civili. La maggioranza politica tendenzialmente cattolica fa prevedere il peggio, ma questa decisa presa di posizione dell’Sdi fa ben sperare almeno per un risveglio della coscienza comune, che, in quel di Brescia e non solo, pare addormentata da 2000 anni.

di Stefano Bolognini