Coppie di fatto? Si può fare

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Nel programma del PD che verrà ufficialmente reso noto lunedì non manca lo spazio per unioni gay e legge antiomofobia. Cresce l'ala laica del partito con la confluenza...

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Definite le alleanze, le liste e i candidati, i due principali partiti in sfida alle prossime elezioni politiche devono solo rendere pubblici i loro programmi, ultimo passo prima della campagna elettorale, quella vera. Quello che non manca sono le anticipazioni, almeno per quanto riguarda il Partito Democratico.

Mentre Silvio Berlusconi, infatti, ha scelto un profilo basso e ha evitato fino ad oggi di rivelare troppi dettagli – ma il portavoce Bonaiuti cita a questo proposito un vecchio proverbio tanzano (addirittura) "Diffidate del leone che dorme" – Walter Veltroni ha comunicato sommariamente i capisaldi della sua azione di governo: 12 punti per i quali sarebbero già pronte altrettante leggi.

Un programma più articolato, se di 30 o 60 pagine ancora non è chiaro, raccoglie anche le altre questioni, comprese quelle etiche, e verrà reso pubblico il prossimo lunedì.

Dicevamo anticipazioni, e allora vediamo quelle che riguardano da vicino gay e lesbiche. Vengono confermate in questo senso le aperture che già il Governo Prodi mise nero su bianco nel suo ampio programma, quello famoso di 225 pagine. Anche Veltroni, infatti, intende regolamentare "Diritti e prerogative delle persone stabilmente conviventi a prescindere dall’orientamento sessuale." Con questa formula il "Si può fare" viene allargato alle coppie conviventi gay.

Ma c’è di più. Sembra che nelle pagine del programma verrà ufficializzato chiaramente l’impegno del prossimo governo ad approvare una legge anti-omofobia, approvata in commissione giustizia nel precedente governo ma caduta insieme allo stesso.

Come prevedibile l’ala più clericale del partito, quella rappresentata da Paola Binetti per intenderci, ha manifestato il suo disappunto. Di traverso alla senatrice non sono andate solo le aperture verso la regolamentazione delle unioni civili ma anche la confluenza nelle liste dei rappresentanti Radicali. Sebbene Veltroni abbia già fatto sapere che il leader Marco Pannella non potrà essere candidato perché fa parte dei vecchi rappresentanti della politica – come De Mita -, la convergenza fra il laico Partito Radicale e quello Democratico dovrebbe bilanciare le istanze che la senatrice Binetti ha rappresentato nel precedente Governo.

di Daniele Nardini

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