Coppie gay e lesbiche: amori che muoiono e nascono

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Esattamente come le relazioni uomo-donna anche quelle tra persone dello stesso sesso possono,prima o poi, finire. O nascere in contesti poco favorevoli. Due storie, una dall’America e una...

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VERMONT (USA) – Si sono ufficialmente separate le due donne che per prime avevano contratto un’Unione Civile nel Vermont. Carolyn Conrad e Kathleen Peterson, entrambe di Brattlesboro, furono la prima coppia lesbica che il 1° luglio 2000 usufruirono della legge sulle Unioni Civili entrata in vigore quel giorno nello stato americano. Le due donne allora stavano già insieme da cinque anni. Lo scorso ottobre la trentacinquenne Conrad ha chiesto la separazione adducendo comportamenti talvolta violenti della Peterson, che avrebbe anche minacciato un comune amico durante una lite. «Queste situazioni sono sempre dolorose e difficili per ogni coppia» ha commentato Conrad a un giornale locale. Beth Robinson, la presidente del movimento per la libertà di matrimonio (Vermont Freedom to Marry Task Force), ha commentato che il modo in cui la situazione si è risolta dimostra che la legge in quello stato sta funzionando come previsto: «Uno degli scopi era quello di creare un meccanismo che proteggesse le persone che avessero una relazione e un meccanismo per poterla finire. – ha detto Robinson – Le relazioni tra persone dello stesso sesso non sono diverse dalle relazioni eterosessuali. Alcune durano, altre no.» L’American Press riporta che delle 7,500 unioni civili che sono state celebrate nel Vermont dal 2004 a oggi solo 78 sono già state sciolte.
NEPAL – Da Kathmandu arriva invece la notizia del primo matrimonio gay celebrato pubblicamente. Sebbene ancora le leggi di quello stato non riconoscano la loro unione Diya Kashyap, 21 anni, e Anil Mahaju, 31, hanno coraggiosamente sfidato pregiudizi e diffidenze culturali organizzando una colorata cerimonia simbolica di matrimonio (nella foto) in cui hanno pubblicamente dichiarato amore e impegno reciproco, nella speranza che la nuova costituzione riconosca questo tipo di unioni. Diya era vestito da donna, secondo la tradizione dei metis, uomini effeminati che si vestono abiti femminili, mentre Anil rivestiva appieno il ruolo maschile. Alla cerimonia di scambio dell’anello nuziale hanno partecipato alcuni membri delle rispettive famiglie ed esponenti del partito comunista. Swanam, portavoce del partito comunista nepalese, ha commentato che «Non ci sono solo il giorno e la notte, ci sono anche le mattine e le sere. Allo stesso modo non ci sono solo uomini e donne eterosessuali, ci anche sono i transgender e gli omosessuali che la società deve ancora accettare.» Sunil Pant, dell’unica associazione GLBT (Gay, Lesbica, Bisessuale e Transgender) nepalese, ha detto che questo primo matrimonio pubblico «È un’occasione storica che speriamo potrà ispirare altre persone con le stesse intenzioni a farsi avanti e vivere la loro vita come vogliono, generando anche un grande dibattito in questa società conservatrice sui matrimoni, le norme sociali, i valori e la politica d’oppressione maschilista nel Nepal.»
(Roberto Taddeucci)

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