Coro Komos escluso da festival per volere dell’Arcidiocesi

Avrebbe dovuto esibirsi a Pesaro nell’ambito del festival “Vespri a Cristo re”, ma l’Arcidiocesi annulla il concerto del coro gay bolognese, già vittima, nella sua città, di censure della chiesa.

"Un provvedimento di stampo culturale nazista, che, mutatis mutandis, ricorda le leggi razziali del 1938, aggravato dall’abitudine di certi ambienti ecclesiastici di non motivare mai le loro sibilline decisioni, gettando il sasso per poi ritirare la mano". Così il presidente dell’Arcigay di Pesaro Valerio Mezzolani e il vice presidente Luca Perilli criticano aspramente la decisione dell’Arcidiocesi di annullare il concerto del coro omosessuale bolognese Komos, inizialmente previsto per il 10 luglio prossimo nella chiesa dell’Annunziata a Pesaro, nell’ambito della rassegna "Vespri a Cristo re".

Non è certo la prima volta che il coro bolognese si scontra con inspiegabili decisioni delle gerarchie ecclesiastiche. Già nel capoluogo emiliano, Komos aveva dovuto subire la scelta del cardinale Caffarra di vietare a don Nildo di concedere loro i locali dell’oratorio di San Bartolomeo per farli provare. "Non fatichiamo a immaginare che il vero motivo della ‘ferma dissociazione’ della Curia pesarese dal concerto possa essere ricondotta a questo aspetto – dicono ancora i responsabili di Arcigay Pesaro -. E se così fosse, sarebbe un atto di razzismo allo stato distillato puro".

Mezzolani e Perilli concludono poi denunciando "un grave problema di razzismo antropologico di genere nella morale ufficiale cattolica, particolarmente in quella sessuale, che sembra tornare a ideologie medievali. Con tanti saluti alle (comunque timide) aperture del Concilio Vaticano secondo. Cosa c’entra il valore professionale di un gruppo di coristi, ampiamente apprezzati dalla critica, con il loro dichiarato orientamento sessuale"?

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Il direttore del coro, Paolo Montanari, intanto, ha scritto una email all’Arcidiocesi di Pesaro per conoscere i motivi dell’esclusione di Komos dalla rassegna. Montanari ha dichiarato all’Ansa di avere appreso della cosa da un giornalista di un quotidiano di Pesaro, ma di non avere ricevuto alcuna comunicazione ufficiale da parte degli organizzatori della rassegna. Stando a quanto dichiara Montanari, anche la direzione del festival sarebbe allo scuro della cosa, anche se uno dei referenti si trova momentaneamente all’estero.

"Ma a questo punto credo sia importante soprattutto sapere perché hanno deciso di cancellare il concerto – ha spiegato il direttore – visto che, anche nella nota ufficiale della Curia, non sono state addotte spiegazioni". Nella mail inviata alla Curia, il fondatore del Komos ha anche ricordato: "Saremmo stati contenti di esibirci a Pesaro, convinti di essere stati invitati anche per i nostri meriti professionali a prescindere dall’orientamento sessuale dei coristi".