CORSA ALL’EURO

L’Unione Europea finanzia la lotta contro la discriminazione. Le associazioni gay possono accedere ai fondi stanziati: i bandi aprono nel 2003. Ecco i requisiti richiesti.

BRUXELLES. L’Europa tende una mano a chi combatte contro le discriminazioni. Chi fa parte di un’associazione o di un’organizzazione gay attiva nella sensibilizzazione contro i pregiudizi, può concorrere all’assegnazione dei fondi stanziati dalla Commissione Europea nell’ambito del programma comunitario di lotta alla discriminazione 2001-2006. I prossimi bandi si apriranno solo nel 2003, ma è opportuno darsi da fare già da ora per progettare le proprie azioni.

Il programma ha le sue radici nel trattato istitutivo della Comunità Europea: l’articolo 13 attribuisce alla Comunità stessa la competenza a prendere i provvedimenti necessari per combattere le discriminazioni fondate sul sesso, la razza o l’origine etnica, la religione o le convinzioni personali, gli handicap, l’età o l’orientamento sessuale. Su queste basi il Consiglio Europeo ha adottato una decisione (2000/750/CE) che istituisce, per il periodo compreso fra il primo gennaio 2001 e il 31 dicembre 2006, il programma d’azione comunitario volto a promuovere misure di prevenzione e lotta alla discriminazione.

Il programma ha tre obiettivi prioritari:

a) migliorare la comprensione dei problemi connessi con la discriminazione;

b) sviluppare la capacità di prevenire e affrontare efficacemente la discriminazione;

c) promuovere e divulgare i valori e le prassi che animano la lotta alla discriminazione, anche attraverso attività di sensibilizzazione.

In questo contesto la Commissione Europea finanzia ogni anno organizzazioni disposte a coordinare le proprie attività a livello europeo. Le attività coperte da finanziamento vanno dal coordinamento fra partner alle spese di gestione per incontri e meeting finalizzati allo scambio di "buone pratiche" di lotta alla discriminazione, dalla creazione di sistemi di scambio di informazione (newletters ecc.) alla pubblicazione di report e studi. L’ultimo bando uscito prevedeva un contributo da parte della Commissione fino ad un massimo di 100.000 euro per progetto.

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Da un colloquio informale con i responsabili del programma, si è appreso che i prossimi bandi dovrebbero uscire per la metà del 2003, ma già in gennaio sarà possibile avere notizie dettagliate sul tipo di azioni ammesse a finanziamento. Il requisito indispensabile sarà certamente la transnazionalità del progetto. Le associazioni interessate possono già iniziare a pensare ai possibili progetti da proporre e cominciare ad allacciare contatti con altre associazioni operanti in materia di lotta alla discriminazione all’interno del territorio europeo.

Notizie più approfondite sui bandi già usciti e sul Programma di Azione Comunitario sono reperibili a partire dall’indirizzo: http://europa.eu.int/comm/employment_social/fundamri/prog/info_en.htm

di Nicola Regio da Bruxelles