Corte di Appello di Roma: sì alla stepchild adoption

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Ennesima sentenza positiva, questa volta a Roma, per una coppia di donne e loro figlia

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Ormai è una valanga di sentenze: la magistratura, che in Italia sappiamo quanto riesce ad essere lenta, questa volta va nettamente più veloce della politica. E così, la Corte di Appello di Roma, proprio nel giorno della storica decisione in Grecia, ha confermato una sentenza pronunciata l’anno scorso dal Tribunale dei Minori che riconosceva l’adozione di una bambina da parte della compagna e convivente della madre: una sorta di “stepchild adoption” per via giudiziaria, insomma. Alla faccia della politica e dei Giovanardi di turno.

Protagoniste della vicenda giudiziaria due donne che, sposatesi all’estero (anche perchè qui sarebbe stato purtroppo difficile come sappiamo), vivono a Roma dal 2003. Il figlio lo hanno avuto sempre all’estero, con la fecondazione eterologa, realizzando così un progetto condiviso di genitorialità.

La sentenza conferma in toto quella del Tribunale dei Minorenni con motivazioni chiare ed essenziali che la rendono ineccepibile”, ha detto l’avvocato delle due donne Maria Antonia Pili. Vale la pena anche ricordare che il 10 dicembre anche la Corte d’Appello di Milano aveva stabilito l’efficacia nel nostro Paese del provvedimento con cui una donna ha adottato in Spagna la figlia della compagna (le due si sono sposate e poi hanno divorziato nel Paese iberico), nata con fecondazione eterologa.

Secondo l’Avv. Michele Giarratano, nostro collaboratore e avvocato esperto di diritto di famiglia del portale Gaylex, “la sentenza della corte d’appello di Roma depositata ieri, 23 dicembre 2015, e che conferma la decisione in primo grado del tribunale per i minorenni del luglio 2014, segue un orientamento ormai consolidato dei tribunali italiani nel riconoscere l’adozione del figlio del partner all’interno delle famiglie omogenitoriali, e lo fa con una motivazione semplice e ineccepibile: l’adozione è nell’interesse del minore“.

Insomma, per l’ennesima volta arriva prima la magistratura della politica.

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