Corte dell’Unione Europea, sentenza storica: il matrimonio egualitario è valido in tutti i paesi membri

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Il tribunale dell'Unione Europea ha accolto il ricorso di un americano sposato con un cittadino rumeno.

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Dal Lussemburgo un verdetto che fa storia: le nozze tra due persone dello stesso vanno riconosciute in tutti i paesi dell’Unione Europea.

I giudici dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea fanno fare un passo epocale al Vecchio Continente sui diritti LGBT: in tutti i paesi UE dovrà infatti essere riconosciuto come valido il matrimonio egualitario contratto in uno degli altri stati membri dell’Unione.

Un passo storico se consideriamo che tra i 27 paesi dell’UE, soltanto 14 hanno introdotto il matrimonio egualitario.

La sentenza arriva dopo il ricorso di Robert Clabourn Hamilton, un cittadino americano che si è sposato con Relu Adrian Coman, di nazionalità romena. Il paese dell’Est Europa tuttavia si era rifiutato di concedere a Hamilton il diritto di soggiorno per vivere con suo marito, poiché non riconosce i matrimoni tra persone dello stesso sesso.

La Corte di Giustizia, pur precisando che decidere se introdurre o meno il matrimonio egualitario nella legislazione nazionale spetta ai singoli stati dell’Unione, ha affermato che questi non possono rifiutarsi di riconoscere l’atto di nozze tra persone dello stesso sesso se uno dei loro cittadini lo ha contratto in un altro dei paesi membri.

Anche tra due persone dello stesso sesso, specifica la Corte, vale il termine di “coniuge” e anche per il coniuge di un cittadino comunitario vale il diritto di libera circolazione, uno dei pilastri su cui è stata fondata l’Unione Europea.

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