Ecco cosa fare se il Comune rifiuta di accogliere una richiesta di unione civile

di

Moltissimi Comuni italiani ancora rifiutano di accogliere le richieste di unione. Come muoversi? Ecco le risposte.

CONDIVIDI
363 Condivisioni Facebook 363 Twitter Google WhatsApp
11169 2

Ci siamo, la legge sulle unioni civili è entrata pienamente in vigore: a Reggio Emilia è stata celebrata la prima secondo tutte le regole previste dal nuovo istituto giuridico (GUARDA IL VIDEO >), visto che il decreto transitorio è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale (LEGGI >) e il formulario del Ministero dell’Interno è stato diffuso (LEGGI >). Il famoso “decreto ponte” è entrato in vigore, lo ricordiamo, il 29 luglio: come previsto all’interno di quest’ultimo, il Ministero dell’Interno aveva 5 giorni di tempo per redigere le formule, che sono arrivate con largo anticipo lo stesso giorno.

Abbiamo ricevuto però molte segnalazioni di coppie che, ancora oggi, si vedono rifiutare la richiesta di costituzione di unione da parte degli ufficiali di stato civile: ciò non è accettabile e per questo cercheremo, in questo articolo, di chiarire cosa fare nel caso in cui un Comune neghi la suddetta richiesta.


Nel “decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri recante disposizioni transitorie per la tenuta dei registri nell’archivio di stato civile“, definito comunemente decreto ponte (consultabile qui >), vi è questa clausola finale, firmata dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi:

Schermata 2016-08-03 alle 16.19.51

È fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare“, si legge. Lo step che mancava per l’applicazione definitiva di questo decreto era la pubblicazione dei formulari, che come abbiamo anticipato prima sono stati pubblicati il 29 luglio (potete consultarli qui). Questo documento contiene “le formule per gli adempimenti degli ufficiali dello stato civile in materia di unioni civili“: vi è per esempio il formulario per l’ufficiale dell’Anagrafe che deve registrare la “richiesta di costituzione di unione”, il formulario per l’ufficiale di stato civile (il Sindaco o chi per lui) che costituisce concretamente l’unione, ma anche la formula per “l’accordo di scioglimento dell’unione” o per l’annotazione, negli atti di nascita, del cambio del cognome. Insomma, contiene tutto ciò che serve ad un Comune per adempiere all’obbligo di osservare le disposizioni della legge.

I Comuni devono tassativamente essere in possesso di questo documento entrato in vigore, come si legge nell’estratto qui in basso (firmato dal Ministro dell’Interno Angelino Alfano), il 29 luglio. Questo rimarrà valido fino alla pubblicazione dei “decreti legislativi”, cioè quelli definitivi di competenza del Ministero della Giustizia.

Schermata 2016-08-03 alle 16.20.46

Non è quindi accettabile che continuino a rifiutare, per mancanza di istruzioni definite o con altre scuse, le richieste di prenotazione per la costituzione di un’unione: il Comune in questione incorrerebbe nel reato di rifiuto e omissione d’atti d’ufficio, disciplinato dall’articolo 328 del codice penale. Se dovessero perseverare, procedete in questo modo:

1) richiedete un incontro urgente con Sindaco o Assessore competente per capire se la parte politica è a conoscenza del disservizio, condivide la delicatezza del tema e vuole porvi rimedio; vi consigliamo di portare con voi, stampati, il decreto ponte e il formulario del Ministero dell’Interno (che abbiamo linkato in alto) che i Comuni dovrebbero possedere;
2) nel caso in cui non si ottenga nulla, attivate – meglio se in prima persona altrimenti tramite una associazione – il quotidiano più diffuso nel proprio territorio facendo uscire un articolo e condividendolo il giorno dopo sui social e sui media nazionali;
3) nel caso in cui anche questo metodo non porti risultati, costringete l’ufficiale di stato civile a mettere per iscritto il diniego e, qualora questo fosse irragionevole e immotivato, rivolgetevi alle forze dell’ordine, presentando un esposto dove si paventi l’omissione di atti d’ufficio;
4) in alternativa, si scelga un altro comune dove sposarsi o, se non è possibile, si prosegua con la denuncia presso le autorità competenti.

 

 

 

Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...