“Così Scientology mi ha perseguitata”: imprenditrice lesbica racconta l’omofobia nella setta

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Si è sentita dire che l'omosessualità è una malattia causata dagli alieni.

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Una donna ex membro della chiesa di Scientology ha deciso di farsi avanti per raccontare la sua storia in un libro. Molti ex Scientology hanno raccontato la loro esperienza (spesso traumatica) con la setta ma in questo caso c’è una variante diversa: Michelle LeClair è scappata perché ha fatto coming out.

Secondo il suo memoriale Perfectly Clear Michelle era già diventata una delle donne di maggior successo in America quando si unì alla controversa chiesa, nota per i suoi membri celebri (uno su tutti: Tom Cruise), la mitologia fantascientifica e le tasse esorbitanti che impone agli adepti. Il prezzo non però rappresentava un problema per LeClair, proprietaria di un business assicurativo valutato milioni di dollari. All’epoca in cui è entrata a far parte della chiesa di Scientology, LeClair era anche sposata con un uomo e avevano avuto quattro figli insieme.

LeClair sostiene di aver speso circa 5 milioni di dollari durante il suo tempo con la chiesa, fino a quando si è resa conto di essere lesbica. A quel punto ha divorziato dal marito e ha incontrato la sua attuale compagna, Tena Clark. È lì che LeClair ha cercato di lasciare la chiesa dato che si è sentita dire che l’omosessualità è una malattia causata dagli alieni, curabile attraverso un processo pseudoscientifico noto come “auditing”. Si è quindi trovata ad essere vittima di una vasta cospirazione intimidatoria.

“Dal momento in cui ho deciso di andarmene pubblicamente, la mia vita è scoppiata come se fossi in un romanzo di suspense”,  scrive LeClair nel suo libro di memorie. “Strane auto hanno iniziato a comparire parcheggiate sul marciapiede di casa mia a tutte le ore del giorno. Uomini con gli occhiali scuri mi hanno seguito al negozio di alimentari, alla scuola dei miei figli. Il mio computer e il mio telefono sono stati hackerati”.

LeClair si è anche trovata nei guai dal punto di vista legale con lo Stato della California, che l’ha accusata di gestire uno schema Ponzi (ovvero uno di quei modelli di vendita truffaldini che promettono forti guadagni alle vittime a patto che queste reclutino nuovi “investitori”, a loro volta vittime della truffa). La donna afferma che Scientology ha contribuito ad istigare la causa, causa che è durata sei anni, è costata milioni di dollari a LeClair e alla fine l’ha costretta a chiudere i suoi affari. Nel 2017, il tribunale però ha lasciato cadere le accuse.

Ora LeClair vive una vita felice, è dichiarata e vive con la sua compagna e i suoi bambini. I funzionari della Chiesa di Scientology negano di aver intimidito o molestato in altro modo Michelle LeClair e negano che la chiesa abbia problemi con l’omosessualità. In realtà pare che Scientology abbia una lunga storia di predicazione anti-gay: anche se non viene pubblicizzata all’esterno, è una realtà che gli ex membri conoscono bene. 

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