Cossiga: sui PaCS silenzio-assenso dei vescovi

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Secondo l’ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga i vescovi tacciono sul tema del riconoscimento delle coppie di fatto.

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ROMA – Il Presidente Emerito della Repubblica Francesco Cossiga commenta le reazioni da parte della gerarchia ecclesiastica sul tema del riconoscimento giuridico delle coppie di fatto sia etero che omosessuali, dicendo che se su tale proposta “i vescovi italiani tacciono, significa che essi non ritengono che vi sia motivo, dottrinale e disciplinare, per pronunziarsi: e che cioè da un lato giudicano la proposta di Romano Prodi del tutto conforme alla dottrina della Chiesa ed alle direttive della Gerarchia italiana, e che la polemica tra i cattolici delle due coalizioni non minaccia la pace e l’unità morale e di fede della comunione ecclesiale italiana”.
Il senatore a vita Cossiga, che è stato Presidente della Repubblica dal 1985 al 1992, si considera un “laico cattolico di modesta cultura teologica, ecclesiologica e di etica naturale, e di scarsa autorità e influenza nella società civile e ancora più in quella ecclesiale italiana” e sostiene che “E’ mio dovere tacere, obbedendo alle direttive ed adeguandomi al giudizio che sembra essere stato espresso dai vescovi italiani con la loro scelta di tacere.” Sul tema delle unioni gay Francesco Cossiga aveva già espresso la propria opinione in un’intervista rilasciata al settimane Dipiù nel novembre 2004. Quando gli era stato chiesto che cosa ne pensasse del matrimonio tra gay aveva risposto: “Sono per il matrimonio tra due sessi diversi. Quanto al riconoscimento delle coppie di fatto, bene, mi trova d’accordo, a certe condizioni. Se due sono gay, convivono trent’anni e, per esempio, uno ammalato di cancro è assistito dal suo compagno in fase terminale, mi consenta, quando l’altro muore ha più diritto all’eredità il compagno gay che non un oscuro pronipote che non si è mai occupato dello zio.”

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