Costantino: “La mia fortuna in tv riflette l’insuccesso nel privato”

di

Il presentatore di Pechino Express ci parla della nuova casa e del prossimo viaggio: Dubai

CONDIVIDI
Facebook Twitter Google WhatsApp
14536 1

In quale angolo del mondo sarà il prossimo Pechino Express? Abbiamo provato a indagare chiedendolo al diretto interessato, Costantino della Gherardesca, confermato al timone della quinta edizione di Pechino Express, che sarà trasmesso sempre su RaiDue dal prossimo autunno. Le mete più probabili sono gli Emirati Arabi Uniti (a Pasqua Costantino sarà proprio lì, ufficialmente per vedere una dietologa, ma chissà che non c’entri anche Pechino…) e l’Africa continentale. Nel frattempo, Costantino Della Gherardesca ci racconta del nuovo appartamento milanese, della depressione (che per fortuna va meglio) e delle sue ultime avventure televisive, da Tanto vale ad Undercover Boss.

Sei davvero un gran viaggiatore, ti sappiamo a Dubai che già sei in Oriente, ti senti cittadino del mondo oppure sei semplicemente in cerca di location per nuove trasmissioni?

Negli Emirati, per l’appunto, ci andrò a Pasqua per vedere una dietologa sperimentale. A Dubai gli studi medici sono aperti la domenica di Pasqua, grazie a Dio. Per me poter uscire da Milano è vitale. Altrimenti la mia anima morirebbe come un’orchidea al freddo.

Puoi dirci qualcosa sulla nuova edizione di Pechino Express? Almeno un indizio, un punto cardinale?

Non posso rivelare nulla, eccetto che il pubblico di Pechino Express sarà soddisfatto. Ne sono certo.

Ora dove sei? Come ti trovi nella nuova casa?

Sono a Roma, in un albergo accanto alla Stazione Termini. L’unico che ho trovato senza moquette. Non capisco perché gli hotelier continuano a mettere la moquette nei loro alberghi, forse pensano che gli acari siano in via di estinzione e si sentono in dovere di fornirgli un habitat. Ho un balcone con vista sui binari, dove posso fumare le mie sigarette al mentolo. A Milano invece sono entusiasta del nuovo appartamento che ho affittato, è in una zona dove tutto chiude alle 6 del pomeriggio.

Come va la depressione?

Bene, nonostante le pubblicità della Tim le facciano fare a Pif.

Il quiz Tanto Vale, una sorta di Ok, il ‘pezzo’ è giusto, ci ha divertito e si è rivelato supercamp: uno degli Oggetti d’Oro vincitori è stato il maglione di Santa Raffa del 1978, anno chiave in cui la Venerabile tornò in tv dopo quattro anni in Ma che sera. Nel video di Tanti Auguri vagava per l’Italia sfoggiandolo, divinamente. Com’è possibile che abbia battuto un Bhudda birmano preziosissimo?

È un segno dei tempi. Nella nuova sfilata di Saint Laurent a Parigi c’erano un paio di maglioni simili a quello della Carrà. Credo che stiamo per testimoniare, storicamente, un grande ritorno delle paillettes sui maglioni.

Credi davvero che i gay influenzino il gusto popolare al punto da sconvolgere le comuni leggi di mercato?

Non più, la cultura gay si è generalmente appiattita. Non c’è più l’imperativo estetico, oramai è più facile trovare un uomo eterosessuale che ti parli di zaffiri padparadscha e Fassbinder. Non siamo più ai tempi delle Cockettes, la cultura gay è diventata commerciale. Le icone sono passate dall’essere inarrivabili attrici tossicodipendenti ricoperte di zibellini all’essere cantanti di scialba musica pop. L’avanguardia è altrove.

Come mai l’esperto Gaudio, secondo te, era così ferrato riguardo agli astucci penici?

L’esperto Gaudio era preparatissimo su tutto, necessariamente.

E il collezionista di astucci penici dove l’avete trovato? È stato davvero uno dei vertici pop-trash della trasmissione…

È stato anche un grandissimo signore: mi ha regalato un astuccio penico, che adesso è un soprammobile nel mio salotto. E’ molto grande, le signorine della Papua Nuova Guinea saranno delle aborigene serene.

Hai un oggetto feticcio che per te ha un valore incommensurabile?

Forse qualche vecchio 45 giri delle Shangri-Las. Oppure un quadro di Luke Fowler con delle immagini dello psicanalista R.D. Laing. Non saprei, non posseggo oggetti particolarmente preziosi. Anche lì, trovo una grande ingiustizia che io non faccia molti più soldi dei miei colleghi. In televisione i flussi di denaro sono diretti solo verso persone che non sanno spenderli in modo particolarmente elegante.

Com’è andata Undercover Boss nella versione americana?

Benissimo. Credo che la mia fortuna con la TV sia una conseguenza dell’insuccesso nella vita personale.

Che cosa pensi della legge Cirinnà sulle Unioni Civili che è passata in Senato, in particolare riguardo al mancato obbligo di fedeltà e allo stralcio sulla stepchild adoption?

Penso che la Cirinnà abbia fatto del suo meglio. L’adozione sarà il passo successivo, se non crolla il Governo ad Ottobre. Credo che ci sia ancora una grande fetta di elettorato omofobo così come c’è moltissima ignoranza verso la politica. Bisogna stare attenti a non fare il gioco dell’antipolitica perché inconsapevolmente si fa il gioco degli omofobi più pericolosi. Esistono gli omofobi cattolici, oramai sono allo scoperto, ma esistono anche gli omofobi a cui non interessa né religione né politica, che sono una grandissima componente a cui si rivolgono i “politici” populisti.

CONTINUA A LEGGERE...

Tutti gli articoli su:
Personaggi:

Commenta l'articolo...