Costanza Miriano contro la Zuegg per il sostegno LGBT+ durante il Pride Month

Sarebbero stati i figli a segnalare alla madre il sostegno ai pride della marca dei succhi, forse timorosi della teoria gender.

Costanza Miriano torna alla carica. Negli ultimi giorni se l’è presa con la Zuegg, nota marca di succhi di frutta, la quale aveva sostenuto il Pride Month a giugno di quest’anno. Difatti, come molti altri brand, anche lo Skipper Zuegg aveva optato per una “confezione arcobaleno“, sostenendo apertamente la comunità LGBT+ attraverso i siti e le pagine social ufficiali. Ma la giornalista conservatrice, passato da ormai due mesi il mese del pride, ha segnalato il cattivo gusto del succo, avendo anche saputo dai propri figli che l‘insano sostegno LGBT+ compiuto dalla Zuegg. 

Sono stata severamente redarguita dai figli perché ho comprato un prodotto Zuegg, che ha fatto una massiccia campagna arcobaleno. Non lo farò mai più. Poco male, perché il succo ha fatto abbastanza schifo a tutta la famiglia. 

Questo il suo post su Facebook, pubblicato il 26 agosto. Ad accompagnare il testo, una foto di una bottiglia di succo di arancia, carota e curcuma, con zero zuccheri aggiunti, appunto della marca sacrilega.

Ma la Miriano aveva già criticato la Zuegg

Il post, segnalato dalla pagina Facebook Costanza Miriano Horror Story, è stato però associato a un altro post dell’autrice di “Sposati e sii sottomessa“. Si riferisce più che altro a un commento di risposta proprio alla Zuegg, in cui dimostrava tutta la sua contrarietà alla decisone della marca di appoggiare il Pride Month. Nel commento, chiedeva l’opinione del marchio riguardo alla sfruttamento delle donne pagate per farsi portare via i figli (la GPA, insomma).

Una smemorata Costanza Miriano, che acquista un pericoloso succo sostenitore della comunità LGBT+, o tentativo disperato di farsi pubblicità?pubblicitàrambe le ipotesi sono valide, ma secondo la pagina social, sembra che la seconda sia la più accreditata. Il motivo? Semplicemente per avere un po’ di sostegno da parte dei suoi amici virtuali, che naturalmente hanno segnalato tutte le marche da boicottare, proponendo anche delle marche alternative, che pare non abbiano ancora appoggiato la stagione dei pride.

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Voi che ne pensate?