Crema, la sindaca arcobaleno riconosce un’altra famiglia omogenitoriale

Dopo il primo riconoscimento, era stata attaccata da Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia.

La sindaca di Crema Stefania Bonaldi ha riconosciuto la sua terza famiglia omogenitoriale, trascrivendo i dati di una bimba di pochi giorni con due mamme.

La sindaca arcobaleno. E’ già stata ribattezzata in questo modo, per la sua apertura verso le coppie dello stesso sesso e i loro figli. Il suo primo riconoscimento è avvenuto il 9 maggio, quando ha registrando all’anagrafe una famiglia composta da due uomini e i loro due figli. Dopo qualche mese, il 2 agosto, ha riconosciuto una bimba con due mamme. E il 12 ottobre, una neonata con le sue due madri. Infine, sabato scorso è stata presente nella veste di Pubblico Ufficiale alla celebrazione dell’unione civile di un’altra coppia, che presto chiederanno al Comune cremonese il riconoscimento  della bambina, presente alla celebrazione.

La sindaca di Crema, ha voluto spendere poi qualche parola per il ministro della Famiglia, il tristemente noto Lorenzo Fontana: “Ditemi se questi non sono legami veri, solidi, spontanei, che meritano di essere riconosciuti e riempiti di diritti” ha spiegato, senza mai citare apertamente il ministro. E ha concluso: “Ditemi se queste non sono famiglie, il cui unico, vero, stupefacente fondamento sono l’amore e il rispetto. E un supplemento di coraggio. Non sarò mai abbastanza grata dei miei privilegi di sindaco“.

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I riconoscimenti della sindaca di Crema nel corso dell’anno

Per quanto riguarda il riconoscimento di maggio, era stato il Comune stesso a chiedere ai due padri se volevano iscrivere all’anagrafe i loro figli, avuti in Canada tramite una madre surrogata. E’ stata la prima volta che accadeva in Italia. Per questo fatto, Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia si erano attivati presentando un esposto alla prefetto, chiedendo l’annullamento del riconoscimento dei due padri. L’azione della sindaca apparve però legittima.

Andrea Agazzi della Lega, Giovanni De Grazia di FdI e Gianmario Donida di Forza Italia aveva chiesto al prefetto Paola Picciafuochi di verificare l’operato della sindaca Bonaldi, cancellando i dati dei due padri (e validando il riconoscimento dei figli solo per uno dei due).

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