Crisi economica? Colpa dei matrimoni gay

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Continua la crociata antigay del centrodestra. Il vicepresidente del gruppo Pdl alla Camera, Massimo Corsaro giudica i matrimoni gay come una delle cause della crisi economica mondiale.

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Continua la crociata antigay del centrodestra in vista dei ballottaggi a Milano e Napoli. Questa volta tocca al vicepresidente del gruppo Pdl alla Camera, Massimo Corsaro, ospite di KlausCondicio, il salotto tv di Klaus Davi in onda su YouTube, spararla grossa. "Il liberalismo estremo, del quale i matrimoni gay sono stati una forte espressione e che aveva elevato Zapatero agli onori delle cronache – ha detto Corsaro -, non produce benessere, anzi a volte può produrre malessere. La liberalizzazione gay doveva servire anche alla liberalizzazione dell’economia, ma non ha funzionato". 

"Il disorientamento etico che si pone l’obiettivo sociale di favorire il matrimonio tra due persone dello stesso sesso e la possibilità che queste adottino dei figli non solo non favorisce il benessere economico, come era negli intenti di Zapatero, ma – dice Corsaro – può anche essere concausa della crisi che stiamo vivendo. Questa forma di liberalità non ha prodotto una grande capacità di aggregazione e Zapatero stesso ha sostanzialmente annunciato la fine della sua stagione politica".

Alla domanda se quindi è colpa dei gay se l’economia in Spagna va male, Corsaro ha precisato: "Non vorrei nemmeno esagerare nel buttare loro la croce addosso, ma certamente queste nuove aggregazioni non hanno prodotto i risultati sperati. È evidente che le crisi economiche sono frutto di tanti elementi: congiuntura internazionale, economia interna e tanti altri fattori. Ma certo la rivoluzione zapateriana si è rivelata una forte delusione".

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