Cuba, funzionari “umiliano” attivista LGBT e gli impediscono di andare negli Stati Uniti

Ancora omofobia di Stato a Cuba. La denuncia di un attivista LGBT.

La nuova costituzione di Cuba autorizza i viaggi all’estero per i suoi cittadini senza alcun tipo di ostacolo. Almeno teoricamente. Il governo cubano ha infatti impedito a un attivista LGBT + di lasciare il Paese per recarsi negli Stati Uniti, nonostante le restrizioni ai viaggi siano state revocate nel 2013.

Leandro Rodríguez García, direttore della Fondazione cubana per i diritti LGBTI e “critico” del governo, sarebbe dovuto andare a Miami, partendo dall’Avana, il 15 agosto scorso. Secondo quanto denunciato dai social dall’uomo, un funzionario dell’immigrazione gli si sarebbe avvicinato per porlarlo nella sala partenze, poco prima dell’imbarco.

Dopo aver chiesto di vedere i suoi documenti di viaggio, il funzionario avrebbe iniziato ad offenderlo “con parole inadeguate”, abusando della sua posizione davanti agli altri passeggeri.

Mi ha denigrato come essere umano. Ha iniziato a usare parole offensive (contro di me). Ha fatto commenti inappropriati ad alta voce, quando mi ha portato fuori dalla sala partenze. Questo è durato fino a quando siamo arrivati in un ufficio dove mi ha fatto stare in piedi, ma ha continuato con le sue offese, che sono durate quando ha saputo che il mio volo era decollato.

A Rodríguez, incredibile ma vero, non è stata data alcuna motivazione per il trattamento ricevuto. Semplicemente gli è stato detto: “il computer dice che non puoi andartene”. Non contenti, i funzionari hanno persino messo mano al suo bagaglio.

All’inizio di quest’anno i Pride di Cuba sono state cancellati a causa di “nuove tensioni” nel Paese. Il Ministero della sanità pubblica ha affermato che agiva in linea con “il Partito, lo Stato e la rivoluzione”.

2 commenti su “Cuba, funzionari “umiliano” attivista LGBT e gli impediscono di andare negli Stati Uniti

  1. La mancanza del senso delle libertà civili è tipico dell’integralismo sia religioso , come in Iran e Saudi Araby , sia di alcuni partiti politici . Questi ultimi altro non sono che sette religiose che non fanno indossare tonache bisunte ai loro ” sacerdoti” ma tutine grigie , come in Cina prima ed ancora in Nord Corea.

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