Cuba riconoscerà presto le coppie omosessuali?

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E' una battaglia che la nipote di Fidel Castro, la psicologa Mariela ha portato in parlamento. Ora tocca al Pcc approvare la legge. E intanto un team di...

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Il Partito Comunista Cubano sta seriamente prendendo in considerazione l’idea di garantire il riconoscimento legale alle coppie dello stesso sesso e dal unto di vista della sanità, ad autorizzare operazioni chirurgiche per il camobio di sesso.
La proposta di cambiamento della legge cubana sulla famiglia, metterà sullo stesso piano le coppie eterosessuali e quelle omosessuali, stando a quanto ha dichiarato Mariela Castro, psicologa, figlia del presidente facente funzioni Raul e nipote di Fidel.
Il Cenesex, fondato nel 1989 come dipartimento del Ministero della Salute Pubblica, ha portato due anni fa al parlamento cubano una proposta di superamento del Codice della famiglia datato 1975 per riconoscere i diritti dei gay, delle lesbiche e dei transessuali. Ma è il Partito Comunista che deciderà se far diventare la proposta legge vera e propria.
"Stiamo ricevendo suggerimenti e dibattiamo su come migliorare la proposta in modo che sia più flessibile e facile da fare approvare" dice Mirela Castro.

I bisogni più importanti degli omosessuali cubani "hanno a che fare con il riconoscimento delle loro unioni come convivenze consensuali, non come coppie sposate, ma che sono riconosciute dalle autorità ai fini della proprietà e dell’eredità – ha dichiarato la psicologa -. Questo è il loro principale interesse. Non vogliono il matrimonio, né le adozioni, perché a Cuba, praticamente, non ci sono bambini da adottare".

Al di là del riconoscimento legale, i gay, le lesbiche e i trans di Cuba vogliono rispetto: "Che nessuno si senta in diritto di discriminarli, umiliarli, picchiarli, escluderli o respingerli, che bisogna rafforzare questa etica nelle famiglie perché accettino tutti e non si discrimini a causa dell’orientamento sessuale".

Il ministero della Slaute Pubblica sta per approvare la regolamentazione per il cambio di sesso e un gruppo di medici cubani sta mettendo a punto la procedura. In un’intervista rilasciata lo scorso agosto, la psicologa 45enne aveva dichiarato che la sua battaglia per l’uguaglianza tra i sessi "arricchisce la Rivoluzione Cubana".

Ma ha aggiunto che l’obiettivo non è dei più facili in una società ‘patriarcale’ nella quale in molti ricordano i campi di lavoro in cui gli omosessuali e i presunti nemici politici venivano confinati negli anni ’60.

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