CUCINOTTA TUTTA GAY!

Un ritratto inedito di Maria Grazia Cucinotta in un’intervista esclusiva di Fabio Canino per Gay.it: gli inizi incerti, le amicizie gay, la partecipazione al Pride e tanto altro ancora…

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La prima cosa che mi colpì quando conobbi Maria Grazia fu la sua semplicità. Poi la sua sensualità. Due qualità che insieme ne fanno una donna deliziosa. Ho voluto farci una chiacchierata in esclusiva per Gay.it per farvela conoscere anche a voi.

Per capire il perché di questa sua naturalezza in realtà basterebbe leggere l’introduzione al suo libro di ricette "Oggi cucino io" (Piemme Editore). Eh!…addirittura!! direte voi, ma vi assicuro che da quelle poche pagine si capisce il perché della sua spontaneità.

La sua è la classica storia dei film anni quaranta: una ragazza di belle speranze che lascia la piccola città di provincia alla volta della grande città tentacolare in cerca di fama e fortuna…e alla fine ci riesce!

Maria Grazia, facciamo come nelle interviste serie: parlami dei tuoi esordi.

Allora, per fare proprio le cose serie inizierò parlandoti della mia adolescenza. Già a quattordici anni durante le vacanze scolastiche lavoravo in un negozio d’antifurti nella mia città (Messina) per avere un minimo d’indipendenza. Volevo fare la modella, e con i primi soldi guadagnati andai a trovare mio fratello a Brescia dove una piccola agenzia di modelle mi fece fare i miei primi lavori. Ero contentissima, mi sentivo una piccola Naomi! Finita la scuola andai a lavorare a Milano tornando a dormire tutte le sere a casa di mio fratello a Brescia perché non avevo i soldi per pagarmi una casa a Milano. Mi facevano fare molti showroom e presentazioni di lingerie. sai per il seno… ma io volevo sfilare e una volta capito che non lo avrei potuto fare decisi di tornare a casa. Sono una a cui piace sognare, ma ho anche i piedi per terra e in più sono orgogliosa: abbandono prima di essere abbandonata. Dal treno che mi riportava in Sicilia, però, scesi a Roma per fare un provino per la trasmissione di Arbore "Indietro tutta" e fui presa! Mi ricordo quel periodo molto felice. I primi soldi, i primi acquisti. La prima cosa che comprai fu un giubbotto di pelle, il tipico chiodo. Lo pagai quattrocentomila lire! Quanti sensi di colpa per aver speso, per la prima volta, tutto quel denaro insieme.

Poi altre apparizioni in TV, pubblicità, il mio primo film per la regia di Giorgio Capitani, fino ad arrivare alla "favola" del Postino con Massimo (Troisi ndr) e da lì è partito tutto!! ecco fatto!!

Ma ti saresti mai immaginata tanto successo grazie a quella parte?

Mai e poi mai! Per la verità ancora oggi, mi sembra di sognare ad occhi aperti. Pensa, l’altro giorno una signora francese mi ha fermata per chiedermi un autografo e io gli ho chiesto: "Signora, ma è sicura che vuole il mio? Non è che mi ha confusa con Monica Bellucci?" Mi sembra così strano di essere conosciuta anche all’estero!

Trasferita a Roma, poi, hai conosciuto il tuo più grande amico…

Si, Angelo Perrone, un amico che è anche il mio ufficio stampa. Che bel periodo quello! Pensa che avevo affittato un appartamento proprio nel suo palazzo e praticamente vivevamo insieme. Amici ed amiche che arrivavano a tutte le ore, sembrava di vivere in un condominio tipo Melrose Place! Cucinavo io per tutti, è sempre stata la mia passione. Poi la notte, io ed Angelo, ci salutavamo, ognuno andava a casa sua a dormire. Ma dopo dieci minuti squillava il telefono ed era Angelo che diceva: "che fai, dormi già?" e giù altre ore al telefono a commentare la serata! Adesso vivo con mio marito, Giulio, ma l’amicizia con Angelo è rimasta inalterata.

Parliamo adesso della tua partecipazione al World Gay Pride 2000. Ci sono molte tue colleghe che si professano "amiche dei gay" (che espressione! Paragonabile ad associazioni tipo "amici del cane"…) ma che spesso non sono totalmente sincere… lo fanno anche perché va di moda, perché fa moderno, politically correct. Nel tuo caso, invece io non ti ho mai sentita fare dichiarazioni a tal proposito. Poi un bel giorno leggo su tutti i giornali che hai deciso di fare da Madrina alla manifestazione…

Non è stata una decisione presa a tavolino.

E’ stata solamente la logica conseguenza di una vita. I miei più cari amici sono gay e se avessi rifiutato questa grande opportunità che mi veniva offerta, sarebbe stato come se avessi rinnegato i miei amici, i miei ideali. Detesto i pregiudizi, mi fanno schifo. Se hai paura dei gay vuol dire che, sotto sotto lo sei anche tu e che hai paura che questa cosa venga fuori, no? Pensa, quando io ed Angelo abbiamo resa pubblica la mia adesione al World Gay Pride, mi hanno telefonato tanti colleghi dicendo: "Bella mossa pubblicitaria, Maria Grazia…" e noi ridevamo, di cuore, poveretti! E adesso che mi faccio pubblicità su una cosa così seria? Ma come, nel 2000 c’è ancora bisogno di manifestare per i propri diritti ed io ne approfitterei!? Che gente….

A me presentare il Concertone finale del Gay Pride ha portato anche dei problemi, delle porte che mi si chiudevano davanti. A te è successo?

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Certo, come no! Ma noi andiamo avanti! E rifaremmo le stessa cosa ancora, vero?!

Sei mai stata in una discoteca gay?

Certo!! (ride) Mi ricordo perfettamente una delle mie prime uscite nelle discoteche gay!!..e chi potrebbe mai scordarselo!? E’ successo qualche anno fa. Angelo mi aveva "trascinato" alla Mucca Assassina con la complicità di Vladimir Luxuria.

Poi è successa una cosa imbarazzantissima… Volevo bere ma, essendo astemia non bevo alcolici. Chiesi ad Angelo cosa stesse bevendo e lui mi disse coca cola e rhum. Un goccio pensai di potermelo permettere anch’io: Mi sbagliavo di grosso! Dopo 5 minuti che ballavo mi girava la testa, quasi svenni. Chiesi ad Angelo di aiutarmi per tirarmi su da terra… lui mi rispose, imbarazzato, che tutti ci stavano guardando, che stavo dando spettacolo! Poi ricordo, arrivò un ragazzo molto aitante al quale Angelo stranamente (!?) permise di darmi una mano.

Conosci altre discoteche gay da consigliarci?

Discoteche gay ne conosco eccome… da Los Angeles a Londra, da Parigi a Roma e Milano. Me ne piacciono due in particolare: Una è a Londra si chiama Limelight, funziona la domenica pomeriggio, è un tea-dance. La musica è bellissima e anche il posto è fantastico, una chiesa sconsacrata… molto suggestiva. L’altra è il Bar PartiQular, a Milano. La serata del mercoledì è gestita da alcuni amici miei. C’è una bellissima atmosfera, mi trovo a mio agio, riesco a divertirmi.

Ti ritieni brava come attrice?

No. Ci sono dei momenti, delle scene in alcuni film dove mi ritengo brava, ma non sempre. Spesso però i registi scelgono di montare della stessa scena quella dove sei più bella, e magari non è anche quella dove hai recitato meglio, mica siamo macchine!! E chi se ne frega se in una scena sei meno attraente.

Se però l’impatto emotivo è più forte e tu senti di aver dato il massimo in quella dove sei meno fotogenica, sarebbe molto meglio montare nel film quest’ultima secondo me.

Ricordo infatti che nel film Italiani di Maurizio Ponzi eri bravissima e non in tutte le scene eri anche bellissima…

Quello è uno dei miei film preferiti… era un film da presentare agli Oscar secondo me. Ci sono molto affezionata, dopotutto è anche un po’ la mia storia.

Ti piacerebbe fare un film a tematica gay?

Mi piacerebbe da matti!! Magari con te!! Lo sai che mi piacerebbe lavorare insieme, no? Ultimamente mi è piaciuto tanto Le Fate Ignoranti, ma adoro anche Amici Complici Amanti. Mi sono divertita tantissimo con Priscilla e In & Out!! Pensa che uno dei miei film preferiti è Spiagge con Bette Midler, poi ho scoperto che è un film cult tra i gay nel mondo. L’avrò visto 5 o 6 volte..i pianti!!..

Voglio farti l’ultima domanda. Come tu già sai, su Gay.it curo una rubrica di posta, "lettere alla Jena" e, ultimamente, ricevo moltissima posta da giovanissimi che mi chiedono se dire o no ai propri genitori che sono gay. Tu che ne pensi?

Io credo proprio che bisogna dirlo.

Certo, non si può generalizzare, ci sono dei casi estremi dove forse è meglio pensarci un po’ di più. Ma in generale direi che bisogna renderli partecipi alla nostra vita. Anche perché, se tu che hai messo al mondo un figlio non riesci a capirlo per primo, chi mai lo deve fare? Chi lo deve comprendere, rispettare, tutelare se non la famiglia? Io sono per la verità, sempre. Anche a costo di qualche momento di… smarrimento, chiamiamolo così, va!

Avete sentito? Non avevo ragione? Una ragazza deliziosa e con le idee ben chiare!!

Signore e Signori ..Maria Grazia Cucinotta!!!

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di Fabio Canino