CUS: LE DICHIARAZIONI DEI POLITICI

Le dichiarazioni dei politici di destra e di sinistra. L’ironia di Volontè (UDC): «Altro che dieta mediterranea e difesa dell’italianità: ‘Cus-cus’ diverrà il piatto tipico di Stato».

«È molto positivo che, con l’approvazione trasversale nel comitato ristretto al Senato del testo sul CUS (Contratto unione solidale), si sia riaperta la discussione in sede parlamentare sui diritti delle coppie di fatto e di quelle dello stesso sesso»: con queste parole Franco Grillini, deputato di Sinistra democratica, ha accolto la notizia dell’approvazione dei CUS. «L’approvazione è un elemento incoraggiante soprattutto se si considera la necessità di trovare in Senato una maggioranza trasversale su questo tema – ha continuato Grillini – . Tra gli elementi positivi di questa proposta di legge c’è la possibilità di stipulare un contratto dove si regolano i rapporti economici e  l’eventuale rottura del rapporto, i diritti sanitari, quelli in caso di morte del partner e, molto importante, l’istituzione di un registro pubblico che costituisce elemento essenziale per il riconoscimento dei diritti pubblicistici».

Meno entusiaste le deputate di Rifondazione Comunista Titti De Simone e Vladimir Luxuria. «Il testo Salvi sui CUS può essere considerato un passo avanti solo rispetto al vuoto legislativo attuale», hanno dichiarato le due onorevoli, che sottolineano come la nuova proposta sui ‘contratti di unione solidale’ non accolga comunque le richieste del movimento LGBT  che «all’ultimo Pride ha chiesto la parificazione al matrimonio attraverso il riconoscimento della genitorialità omo e transessuale e l’accesso alle tecniche della fecondazione assistita. Auspichiamo che tale proposta possa rappresentare un ulteriore impulso ad una discussione nelle aule parlamentari in tempi brevi».

E puntuale come sempre, subito dopo l’approvazione dei CUS è cominciata la polemica. Perché nessun testo che riguardi le unioni civili potrà trovare il consenso di quello zoccolo duro dell’opposizione e i dei Teodem difensori della famiglia tradizionale, la stessa che né i DiCo né la proposta di Salvi hanno mai messo in discussione.

C’è chi parla di «delirio istituzionale ed ideologico di chi vuole trasformare ogni desiderio individuale in un diritto, disinteressandosi delle disastrose conseguenze sul piano sociale» come Isabella Bertolini di Forza Italia, secondo la quale «la famiglia viene trasformata in una sorta di pacchetto vacanze self service dove ognuno può inserire ciò che vuole». Le fanno eco Laura Bianconi, sua collega di partito, e Massimo Polledri della Lega che sostengono che «I DiCo non andavano bene, ma non vanno bene neppure i CUS. Il contratto d’unione pur mantenendo natura privatistica, acquista un contenuto generalistico» e aggiungono che «si tratta di una famiglia ‘fai da te’ che indica l’elenco dei diritti e doveri reciproci». Il copione è lo stesso.

Inutile dire che anche gli organizzatori del Family Day si sono già espressi contro i Contratti di Unione Solidale. «Se si tratta di un contratto che regolamenta solamente interessi di tipo patrimoniale- spiega Giuseppe Barbaro, vicepresidente del Forum delle famiglie – c’è già la possibilità, nel nostro ordinamento, di poterlo fare. Se si vogliono tutelare le situazioni di debolezza in una relazione e i diritti delle persone, ci sono già forme, anche di tipo contrattuale, che lo permettono. Ma ho la netta impressione, che a fare la battaglia per il riconoscimento legale delle unioni siano anche le associazioni di omosessuali, perché il fine è il riconoscimento dell’unione per poter accedere all’adozione, così come è stato in altri paesi». Barbaro infine confessa anche di non avere ancora letto bene il testo dei CUS. Ma, a lume di naso, non c’è molto da sperare che dopo la lettura il giudizio cambi in positivo.

Neanche la  Teodem Paola Binetti ha letto in modo approfondito il testo di Salvi. «Va valutato, al momento gli ho dato solo una rapida occhiata e l’esperienza insegna che questa su questa materia non si possono fare valutazioni affrettate – è l’opinione della senatrice -, l’importante è che il nuovo contratto previsto, il CUS, non possa essere confuso con il matrimonio civile: non vogliamo matrimoni di serie b».

E come non apprezzare il sense of humor di Luca Volontè? «Altro che dieta mediterranea e difesa dell’italianità: ‘Cus-cus’ diverrà il piatto tipico di Stato» – è stato il commento del capogruppo Udc alla Camera -. Bene ha detto il senatore D`Onofrio, «i CUS non riguardano le competizioni sportive. Mi permetto di aggiungere che si evidenzia la propensione araba della maggioranza».

Dichiarazione a sorpresa, invece, quella del forzitaliota Alfredo Biondi. «Le modifiche apportate possono essere discusse e discutibili – dice il senatore -, ma la prevalenza delle proposte contenute nel ddl può determinare una larga convergenza trasversale che consente di superare le contrapposizioni che si erano manifestate sul ddl del Governo».

«Apprezzo i commenti positivi, da sinistra di Grillini e da destra di Biondi – ha dichiarato dal canto suo il senatore delle Democrazia Cristiana per le autonomie Gianfranco Rotondi -,  sull’approvazione nel Comitato ristretto al Senato del testo sul contratto di unione solidale. Il CUS viene incontro al mondo cattolico perché fuga ogni dubbio di confusione con la famiglia, ma dà nel concreto alle coppie di fatto risposte più precise e ampie nei contenuti rispetto ai Dico».

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