Da oggi coppia gay in sciopero della fame

Inizia da oggi lo sciopero della fame di Francesco Zanardi e Manuel Incorvaia. I due savonesi chiedono alla politica un sì ai matrimoni gay. Prima volta di una iniziativa simile in Italia.

Roma – La storia di di Francesco Zanardi, 39 anni, e Manuel Incorvaia, 22 anni, raccontata ieri, è stata presentata questo pomeriggio anche in una conferenza stampa davanti a Montecitorio dove i due hanno annunciato lo sciopero della fame che inizieranno da oggi. Assenti le associazioni gay ad eccezione dei radicali di Certi Diritti e del movimento spontaneo We Have a Dream, oltre che della stampa.

Perché uno sciopero della fame – A spiegare le motivazioni del gesto lo stesso Francesco, che ha inaugurato la conferenza stampa leggendo una breve lettera dal mini palco allestito a pochi passi dalla Camera dei Deputati. "Perchè dobbiamo vergognarci così tanto, invece che essere orgogliosi di essere italiani? Con la nostra iniziativa non violenta, che inizia oggi, intendiamo porre all’attenzione delle massime istutuzioni il fatto che da anni giacciono impolverate diverse proposte di legge sulle unioni civili e sui matrimoni omosessuali, che la stragrande maggioranza della classe politica ignora. Una disattenzione – ha detto il ragazzo – che evidenzia un enorme grado di inciviltà. Noi ci auguriamo che altre coppie seguano il nostro esempio, e che finalmente vengano riconosciuti i nostri diritti, in merito alla felicità e al diritto a vivere, con amore, forza e responsabilità".

La politica immobile – L’anomala conferenza stampa sotto il cielo di Roma è poi proseguita con Sergio Rovasio, Segretario Associazione Radicale Certi Diritti, che ha appoggiato e sostenuto l’iniziativa di Francesco e Manuel. "Un’iniziativa non violenta – ha voluto sottolineare Rovasio – a cui noi di Certi Diritti abbiamo sentito il dovere di partecipare, visto che viviamo in un paese che è l’unico paese d’Europa che invece di andare avanti torna indietro, senza prevedere nemmeno la mediazione come quella dei Pacs,  e con una classe politica quasi tutta genuflessa ai voleri del Vaticano. Purtroppo viviamo in un paese che non riesce a fare un passo avanti in materia di diritti civili e di diritti umani. Un qualsiasi paese civile dovrebbe farsi carico delle minoranze e dei diritti negati da queste richiesti. Chi va al Governo non può governare solo chi l’ha votato. Un Governo che sta al potere, in una Democrazia, dovrebbe saper governare senza tralasciare ciò che una parte del paese chiede loro. Questo è il motivo per cui sosteniamo la lotta di Francesco e Manuel, proseguendo ovviamente la nostra battaglia di Affermazione Civile, che si ispira alle lotte non violente degli anni 50 di Martin Luther King ed Harvey Milk".

Gli interventi – A chiudere la conferenza, a cui non ha potuto partecipare per lavori parlamentari l’On. Anna Paola Concia del Partito Democratico, inizialmente annunciata, AlbaClaudio – un gay e una lesbica che nel 1971 si sposarono "solo per aggirare la monca legislazione italiana e dar vita ad una ‘famiglia’" -, e la Senatrice radicale Donatella Poretti, che ha candidamente ammesso come "sia la scorsa legislatura che in questa abbiamo presentato una proposta di legge, la 594, che appunto permette, nel caso in cui venisse approvata, la possibilità di accedere al matrimonio tra persone dello stesso sesso. Una relazione che volutamente inizia con quella che vorrei fosse la sentenza della nostra Corte. Peccato che sia la sentenza storica della Corte Suprema californiana del 15 maggio del 2008, che tranquillamente potremmo fare anche nostra, che a suo tempo tuonò: limitare la definizione di matrimonio ad un unione tra un uomo e una donna è anticostituzionale. Questo passaggio deve essere eliminato dal testo legislativo. Fatto, detto, passaggio eliminato. E noi cosa stiamo aspettando?". 

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Francesco e Manuel hanno così fatto il loro accorato appello al Parlamento, iniziando ad oltranza un coraggioso sciopero della fame. La speranza, a questo punto, è che qualcuno li ascolti, rispondendo alle loro domande.

di Federico Boni