“Dacci il quartiere gay che Milano merita”

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Uno degli imprenditori della Gay Street milanese chiede al sindaco neoeletto di riqualificare la gay street milanese, perché "Milano abbia finalmente un quartiere gay all'altezza".

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Caro Giuliano Pisapia,

neo sindaco di Milano, tu sei il nostro sindaco. Non poteva che andare così. La Moratti, suor Letizia, ha fatto troppi danni per poter essere rieletta. Lo dico perché ho avuto a che fare sia con lei che con i suoi complici nello sfacelo di Milano.


Ho avuto a che fare con Maurizio Lupi quando era Assessore al Demanio e rispose ad una mia lettera sostenendo che la gay street milanese, via Sammartini, non rientrava nei progetti di riqualificazione della sua amministrazione. Eppure, io che sono un viaggiatore, sono stato in Iran, in Libano, in Israele, e resto allibito quando confronto le varie città (anche le più povere) con Milano. Lisbona, Atene, perfino Marrakech, Tel Aviv o Città del Messico superano Milano nelle proposte, nella vivibilità e addirittura nella scena gay.


Ho avuto a che fare con il vice sindaco Riccardo De Corato quando per ben due volte con il coprifuoco alle dieci di sera decretò la quasi morte della via ed io mi opposi con ben due ricorsi al Tar, vincendoli. Ebbi a che fare anche con la questura di via Schiaparelli (a pochi metri dalla gay street) allorchè un suo commissario numerose volte faceva irruzione nei locali della via (con schieramento e truppe antiguerriglia) intimandoci con le armi puntate il mani in alto, controllando sempre i nostri doocumenti e le licenze senza mai risolvere il problema dell’ordine pubblico nella via che purtroppo essendo a fianco della Stazione Centrale veniva presa di mira da ladruncoli e tossici che derubavano i gay, soprattutto turisti.


Ebbi a che fare con Letizia Moratti quando l’Expo era in bilico tra Smirne e Milano. Fui costretto dagli eventi a tifare per la città turca. Milano, anzi, la sua amministrazione non mi sembrava all’altezza e oggi lo dimostrano i fatti: ancora si discute della proprietà dei terreni, il progetto è stato ridimensionato e i lavori non sono ancora partiti.


Ed ora caro Pisapia ci sei tu. Abbiamo avuto fiducia in te e speriamo che Milano rinasca, ne abbiamo bisogno. Su Clubbing in copertina abbiamo pubblicizzato la tua intervista esclusiva (pubblicata anche su Gay.it) dal titolo: Pisapia, Yes we can. Si noi possiamo, si noi oseremo. Oseremo nel chiederti che Milano abbia finalmente un quartiere gay alla sua altezza mentre noi imprenditore faremo, come sempre fino ad oggi, la nostra parte. 


Questa sera festeggeremo la tua elezione all’After Line con un brindisi di champagne offerto a mezzanotte.

Ancora auguri e buon lavoro!

Felix Cossolo, imprenditore e direttore di Clubbing

di Felix Cossolo dalla redazione di Clubbing

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