Dalle pari opportunità all’uguaglianza

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Ignazio Marino, candidato alla segreteria nazionale PD, a chiusura campagna elettorale incontra le associazioni ed espone i suoi impegni per comunità glbt italiana allo Shocking Club di Milano

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Milano – A sostegno della candidatura di Ignazio Marino a segretario del Partito Democratico, l’ultimo incontro prima della chiusura della campagna elettorale sarà proprio a Milano. Nei locali della discoteca Shocking Club (Via Bastioni di Porta Nuova, 12), venerdì 23 ottobre alle ore 19, il candidato incontrerà alcuni rappresentanti delle associazioni glbt italiane e tutto il pubblico che interverrà al dibattito per sottoporre domande e osservazioni. Oltre a Ignazio Marino, saranno presenti Vittorio Angelini (candidato alla Segreteria Regionale PD), Ivan Scalfarotto e Giuseppe Civati (coordinamento nazionale mozione Marino), Ettore Martinelli (coordinatore regionale mozione Marino) e Pierfrancesco Majorino (coordinatore mozione Marino città di Milano). In veste di moderatore Rosaria Iardino (candidata alle primarie nella Lista Marino). In rappresentanza delle associazioni glbt interverranno Aurelio Mancuso (Presidente nazionale Arcigay), Fabianna Tozzi (Presidente Associazione Trans Genere), Rita De Santis (Presidente nazionale Agedo) e un rappresentante delle Famiglie Arcobaleno.

Ivan Scalfarotto (in foto), militante del PD, così ci ha spiegato il suo appoggio a Marino: “ Lo sostengo perché, sin dall’inizio della sua candidatura, ha detto una frase breve ma significativa: nel suo programma non ci saranno diritti speciali per qualcuno, ma diritti uguali per tutti. Marino considera i cittadini glbt uguali agli altri, questo è un punto fondamentale per un partito moderno di centrosinistra. È la linea di tutti i paesi d’Europa, tranne il nostro. La segreteria Marino ci eguaglierebbe al resto dell’Europa in merito alle politiche di uguaglianza. Lui è stato chiaro, adesso la scelta sta a noi: o sostenere chi dice quello che volgiamo oppure non farlo, assumendosene le responsabilità. Se gli spagnoli non avessero dato fiducia a Zapatero, le cose non sarebbero cambiate nemmeno per loro”.

La presenza delle associazioni non necessariamente implica il loro sostegno nei confronti del candidato o uno schieramento con il partito. “Noi sottoponiamo a tutti la stessa richiesta – così spiega Rita De Santis, presidente di Agedo – di tener presente che abbiamo una Costituzione che dice che i cittadini sono tutti uguali. Poiché i nostri figli invece sono considerati di serie B, vogliamo capire chi riuscirà a far applicare questo articolo. Niente più di questo. La nostra associazione è apartitica, lasciamo liberi i nostri soci di votare per chi credono. Come abbiamo già chiesto al governo, adesso chiediamo anche all’opposizione questa applicazione. È ovvio che laddove qualcuno ascolti i nostri bisogni, poi noi ci regoleremo di conseguenza in visione di un voto”.

Simile la posizione di Fabianna Tozzi (in foto), presidente dell’Associazione Trans Genere:  “Noi facciamo il nostro lavoro di sindacato delle persone trans – ha spiegato – e ci interfacciamo quindi con le istituzioni e i partiti politici. Così come abbiamo parlato con la Carfagna, parleremo anche con Marino e gli sottoporremo la piattaforma delle nostre rivendicazioni, affinché la sottoscriva. Le nostre istanze dovrebbero essere bipartisan. Non ci schieriamo con nessuno in particolare”.

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