10 regole per genitori contro pregiudizi e stereotipi di genere

Ditelo a tutti i genitori! Liberiamo i giochi, gli sport, i colori, il linguaggio dai pregiudizi e dagli stereotipi!

10 regole da seguire per liberarsi dalla visione parziale e oppressiva secondo la quale il corpo biologico di una persona la inchioderebbe a tutto un repertorio prestabilito di attività, gusti, preferenze. Liberiamo i giochi, gli sport, i colori, il linguaggio dai pregiudizi e dagli stereotipi. Ecco la nostra lista:

  • I giochi non rendono omosessuale nessuno, uno semmai lo è già. Comprare una bambola non renderà gay chi non lo è. Lasciate il bambino di scegliere in senso assoluto, il gioco deve essere campo di espressione di sé. Provate anzi voi stessi a scardinare le associazioni tradizionali.
  • Evitate di chiedere automaticamente al maschietto se ha la “fidanzatina”: chiedetegli piuttosto se gli piace qualcuno.
  • Non fate battute contro gli omosessuali, neanche se bonarie. Non dite quello è f*o*io, quell’altro r*c*h*o*e: gli omosessuali non sono solo fuori, potrebbero essere a quel vostro stesso tavolo e avere magari 12, 13 anni, in piena lotta per l’autoaccettazione. Pensate a come si potrebbe sentire in quel caso vostro figlio.
  • Se vostro figlio non ha il coraggio di fare qualcosa non è una “fighetta”, una ”femminuccia”. Rispettate le sue paure.
  • Un maschio può ballare, una femmina può giocare a calcio. Non c’è nessuna linea diretta tra biologia e arte, espressione, immaginazione. Rispettate al massimo le inclinazioni.
  • Casa e mondo esterno: i lavori domestici non sono vietati ai maschi, il mondo là fuori appartiene alle ragazze quanto ai ragazzi.
  • Provate ad alterare le trame delle fiabe e dei racconti per lasciar spazio a dinamiche di genere diverse da quelle tradizioni. Oppure comprate i libri che raccontano storie equilibrate o innovative dal punto di vista dei ruoli. Ormai è facile trovarne nelle librerie.
  • I colori sono alla portata di tutti, vanno tutti bene. I maschi possono portare il rosa, non è degradante. E’ solo un colore.
  • Coltivate il rispetto di sé e l’autonomia nelle vostre bambine. Abituatele a impostare i rapporti con l’altro sesso in modo paritario, anche dando il buon esempio voi genitori come coppia.
  • Abbiate il coraggio di chiedere: è vostro compito. Non lasciate da solo vostro figlio, non costringete a far fare a lui tutto il lavoro. Un buon genitore facilita, accompagna, sostiene.
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Jonathan Bazzi

5 commenti su “10 regole per genitori contro pregiudizi e stereotipi di genere

  1. Tutti “gli stereotipi e i pregiudizi di genere”, checchè ne dicano i cialtroni seguaci della de Lauretis, non possono cambiare la biologia e la predisposizione genetica. Si può permettere ad un bambino di vestirsi da fata turchina e questo non lo renderà più “gender fluid” di quanto il suo cervello non sia disposto ad essere fin dalla fase intrauterina.
    Smetterei di propagandare certa pseudoscienza, che non fa bene al movimento e non è lusinghiero dell’intelligenza di chi la propugna.

    1. Innanzitutto grazie del tuo commento. Lo scopo di questo decalogo è soprattutto quello di mettere in allerta rispetto a potenziali violenze psicologiche, all’ordine del giorno per i bambini LGBTQI. I pregiudizi e gli stereotipi non cambiano la predisposizione, certo, possono creare però tante ferite emotive.

      1. Bisogna educare i bambini a diventare adulti risolti, non a pretendere di cambiare il mondo per poterci vivere senza somatizzare ogni cinque minuti. C’è chi si prenderà sempre dello stupido, chi del ciccione, chi del fro**o, se non in casa sua, nell’esatto momento in cui metterà il naso fuori. Si devono crescere i bambini in modo che sappiano che nulla di quello che qualche frustrato gli dirà potrà cambiare chi siano o sminuire le azioni che compiono nel mondo.

        Tra l’altro trovo molto aleatoria la decisione di indirizzare sessualmente individui (i bambini) che per legge sono esclusi dalla determinazione cosciente della propria sessualità: se un bambino gioca con le bambole e non con i lego, avrà tutta l’adolescenza per conformarsi all’identità di genere che più gli aggrada. Non è permettendo ad un ragazzino di 10 anni di andare in giro truccato e vestito da donna che lo si aiuta nell’accettazione di sé, o dio ci guardi, peggio ancora, dandogli ormoni durante l’infanzia per trasformarlo già in un transessuale come negli USA.

        La teoria queer è pseudo scienza e sarebbe bello sentirlo dire chiaramente da chi si fa voce del movimento.

        1. La teoria queer ha molti spunti interessanti. La psicologia stessa non è una vera e propria scienza come sicuramente saprai. Ovunque si parli di umanità, mente e emozioni non valgono gli stessi criteri delle scienze “dure”. Persino la medicina non è scienza, ma una disciplina che si appoggia a conoscenze scientifiche. Il concetto di cura che la caratterizza non è un concetto scientifico. La bioetica contemporanea nasce appunto per questo.

  2. Trovo queste regole sacrosante e di buon senso. Molto utili per prevenire situazioni in cui i figli possano sentirsi a disagio, fuori posto se non addirittura sbagliati, umiliati.

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