Delirio Binetti: “Matrimonio gay? Perché, se possono cambiare sesso?”

di

L'onorevole contro la sentenza della Cassazione: "Permette alle coppie gay di sposarsi".

CONDIVIDI
9 Condivisioni Facebook 9 Twitter Google WhatsApp
18531 0

Che la sentenza della Corte di Cassazione sul cambio di genere avrebbe fatto discutere, era nelle cose. Tant’è che abbiamo scelto di non riportare le reazioni di certa politica che ripete uguali a se stesse le solite posizioni retrive ormai da anni al punto di non essere più una notizia. Ma questa proprio, non potevamo risparmiarcela. A parlare è la deputata di Area Popolare Paola Binetti, una che ha fatto della contrarietà al riconoscimento dei diritti delle persone lgbt la sua bandiera politica al pari del collega senatore Giovanardi. La bizzarra teoria dell’on. Binetti è che, a seguito della sentenza di ieri, non sarà necessario parlare di matrimonio egualitario perché chiunque (questa la sua lettura della sentenza) può andare all’anagrafe e chiedere il cambio di nome da maschile a femminile e viceversa. Chiunque, quindi anche i gay o le lesbiche che, in questo modo potranno sposare persone dello stesso sesso.

“Potrebbe essere l’uovo di colombo – ha dichiarato l’ex teodem traghettata ad Area Popolare, secondo quanto riporta l’agenzia Dire -, quella soluzione così faticosamente cercata ma incredibilmente a portata di mano. Perché mai dover fare una legge sulle unioni civili, immaginando soprattutto le coppie omosessuali e ingaggiare una lunga dialettica semantica su cosa significhi oggi il termine matrimonio, oppure imbarcarsi in una aspra battaglia parlamentare sul valore della famiglia, per decidere se certe riforme ne rafforzino l’identità o la indeboliscano ulteriormente? Tutto inutile, tutti discorsi spazzati via dalla recentissima sentenza della Corte di Cassazione sul caso della persona che ha chiesto di cambiare sesso all’anagrafe senza operazione”.

Ma il meglio deve ancora venire. Leggete qui: “La differenza sessuale appare del tutto irrilevante e basta dichiarare non il proprio essere e neppure il proprio apparire in un certo modo, ma solo il proprio desiderio di essere in quel certo modo. Basterà presentarsi all’anagrafe, dichiarare come ci si sente e come si vuole essere considerati e i giochi sono fatti. Ci si può sposare regolarmente e si potranno anche adottare dei figli, con buona pace dei ddl della Cirinnà, che non prevede adozioni, o del ddl Pagano-Sacconi, che di matrimonio non vuole assolutamente sentirne parlare. Lo ha deciso ancora una volta sentenza della Cassazione che, con un colpo solo, spazza via secoli di consolidata tradizione sulla identità sessuale“.

“Perché accontentarsi di una modesta unione civile – insiste Binetti -, quando recandomi all’anagrafe per far registrare un mio desiderio, posso avere un matrimonio coi fiocchi? Dobbiamo tornare al concetto di natura umana recuperando tutto il valore della identità sessuale nella sua specifica e ineludibile differenza e concretezza. La teoria del gender, che molti si affannano a negare, rende totalmente attuale tutta l’ambiguità del messaggio pirandelliano: così è se vi pare. Allo stesso tempo però, rende ancora più difficile comprendere chi siamo noi e chi è la persona che abbiamo davanti, per la semplice ragione che alla oggettività dei fatti si preferisce una radicale auto-referenzialità. E a questo punto – conclude la parlamentare – tutto diventa drammaticamente possibile, anche il disorientamento delle nuove generazioni“.

Eccolo, il mantra di “chi pensa ai bambini”. Speriamo che a loro ci pensi chi, almeno, si prende la briga di leggerle le sentenze che commenta e, magari, di capirle. Perché lungi dall’affermare che chiunque possa, di punto in bianco, andare all’anagrafe e chiedere il cambio di genere, i giudici della Cassazione hanno stabilito che per avere riconosciuta la propria identità di genere non è necessario sottoporsi all’intervento chirurgico che comporta, di fatto, la sterilizzazione forzata della persona che la subisce. Una violenza che, forse, l’onorevole Binetti preferisce venga perpetrata piuttosto che riconoscere il diritto all’autodeterminazione. Tutto in nome della lotta alla fantomatica “teoria del gender” e al netto, chiaramente, della confusione tutta strumentale tra l’orientamento sessuale delle persone omosessuali e l’identità di genere delle persone trans.

Leggi   Coppia gay di Las Vegas picchiata davanti casa. Nessun vicino è intervenuto per difenderli
Tutti gli articoli su:

Commenta l'articolo...