Delirio omofobo made in Usa: “I gay, da Starbucks, diffondono l’Ebola”

“Si stringono le mani, le agitano: state lontani dagli Starbucks pieni di sodomiti”

Abbiamo sentito dare ai gay le colpe più incredibili: alluvioni, terremoti, tsunami e vulcani esplosi. Questa, però, rischia di piazzarsi in cima alla top ten delle più incredibili.

Secondo James David Manning, noto pastore omofobo della ATLAH Worldwide Missionary Church, è bene che la gente stia lontana dagli Starbucks d’America perché è in quei posti che i “sodomiti” diffondono, udite udite, il virus dell’Ebola. Avete capito bene.

“Le caffetterie di Starbucks – ha dichiarato il religioso – sono fonte di diffusione di Ebola e altre malattie, per via dei clienti che lo frequentano”. I clienti, spiegherà lo stesso Manning più avanti, sono i gay, anzi, i “sodomiti”, per usare il suo linguaggio.

“In generale, i sodomiti delle classi sociali alte che frequentano Starbucks – ha dichiarato -, che siedono lì con i loro computer e questo è anche un luogo di incontro, si scambiano un sacco di fluidi corporei, scuotono le mani e se le stringono”. “State lontani da Starbucks – ha concluso il pastore -, se non volete contrarre l’Ebola. Soprattutto dagli Starbucks delle aree urbane”.

Come possano i gay essere portatori di Ebola è un mistero che neanche lo stesso Manning spiega. Certo è che questo non è il primo tentativo di boicottaggio della catena di caffetterie, rea di avere sempre esplicitamente appoggiato le campagne per i diritti civili negli Usa, mantrimonio egualitario incluso. Campagne sempre andate a vuoto, perché stando a quanto riporta GayStarNews, l’azienda ha dichiarato che non hanno avuto alcun impatto sul suo giro d’affari.

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Ecco l’audio originale delle dichiarazioni di Manning