DELIZIOSA SODOMIA

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La Corte Suprema americana dichiara incostituzionale la legge anti-sodomia del Texas, e sancisce che due uomini possono amarsi almeno nelle loro case. Bontà sua...

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WASHINGTON – Importante vittoria dei movimenti per i diritti dei gay negli Stati Uniti: la Corte Suprema, con sei voti favorevoli e tre contrari, ha dichiarato incostituzionale la legge texana che vieta la sodomia nei rapporti omosessuali. “I ricorrenti hanno il diritto al rispetto delle loro vite private- ha scritto il giudice Anthony Kennedy – lo stato non puo’ umiliare la loro esistenza o controllare la loro vita rendendo un crimine la loro condotta sessuale privata”.
“E’ un giorno storico per i gay americani” ha esultato Ruth Harlow della Lambda Legal Defense and Education Fund, che ha rappresentato i due uomini texani che hanno presentato il ricorso. La maggioranza dei giudici – hanno votato contro i tre giudici ultra conservatori, il presidente William Rehnquist, Antonin Scalia e Clarence Thomas – ha cosi’ riconosciuto che e’ stata violata la privacy di John Geddes Lawrence e Tyron Garner, che nel 1998 sono stati arrestati a casa loro, hanno trascorso una notte in prigione ed sono stati condannati ad una multa di 200 dollari.
Da mesi il loro caso aveva riacceso l’attenzione nazionale sulla questione delle leggi anti-sodomia, ancora vigenti in 13 stati americani, principalmente nel Sud e negli stati della cosiddetta della “Bible belt”. Ed aveva anche provocato delle controverse esternazioni da parte dell’esponente repubblicano Rick Santorum, che aveva difeso la legge usando paragoni offensivi per i gay, che era stato pero’ difeso da George Bush.
La sentenza cosi’ annulla un precedente pronunciamento della Corte Suprema che nel 1986 aveva riconosciuto la costituzionalita’ delle leggi anti-sodomia, che negli anni sessanta erano praticamente in vigore in tutti gli Stati Uniti. Ma ora i giudici, nelle parole del giudice Kennedy – che, nominato da Ronald Reagan nel 1988, forma, insieme a Sandra O’Connor e Paul Stevens, il gruppo dei ‘moderati’, vero ago della bilancia fra i conservatori ed i liberal, Ruth Bader Ginsburg e Stephen Breyer, nominati da Bill Clinton – hanno affermato che gli omosessuali hanno “il pieno diritto di condurre la propria vita senza l’intervento del governo”.
Lo stato del Texas ha difeso la legge sostenendo che “tutela un legittimo interesse dello stato, di preservare la pubblica moralita’” ed i valori della famiglia. La sentenza, ha replicato la rappresentante del gruppo che ha patrocinato il caso, riafferma “la liberta’ di tutti, come individui, omosessuali o eterosessuali, scegliere chi vogliamo amare e come lo facciamo nell’intimita’ delle nostre case”. “La Corte – ha aggiunto – si sta adeguando alla societa’ americana che ha gia’ riconosciuto il diritto all’eguaglianza dei gay”.
Infuocati, invece, i commenti della destra religiosa: “la corte oggi ha detto che la moralita’ non ha niente a che vedere con la legge e questo mina il concetto di Giustizia nel paese” ha tuonato il reverendo Rob Shenck, fondatore del National Clergy Council. Ed il giudice Scalia, di origini italiane e fervente cattolico, ha letto, cosa inusuale, l’opinione contraria in aula in cui ha stigmatizzato il fatto che la Corte con questa sentenza si sia schierata con il partito pro-gay “prendendo le parti in una guerra culturale”, ha aggiunto, sottolineando di “non avere nulla contro gli omosessuali”.
La sentenza della Corte Suprema Usa in favore della pratica della sodomia in Texas è stata accolta con gioia anche tra la comunità omosessuale d’Italia. Il presidente del circolo “Mario Mieli”, Massimo Mazzotta, spiega ad Ap.Biscom che la decisione della Corte spingerà gli omosessuali italiani a lottare nel nostro Paese per vedere riconosciuti diritti per cui si battono da tempo. “La Corte Suprema ha abolito una legge incivile. Oltretutto anacronistica, visto che in Texas da anni si celebrano gay pride affollatissimi. Comunque non ce l’aspettavamo una sentenza del genere”, dichiara Mazzotta.
Dei 13 stati che vietano la sodomia, quattro – Texas, Kansas, Oklahoma e Missouri – la vietano solo per i rapporti omosessuali, mentre gli altri la vietano per tutti. Quando la Corte si pronuncio’ nel 1986, erano 24 gli stati che avevano leggi anti-sodomia.

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