DENUNCIA LA CHIESA ANCHE TU!

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Poche settimane fa l'Agedo ha presentato denuncia contro Ratzinger & Co. per il contenuto diffamatorio del Lexicon Vaticano. Ora è necessaria una maggiore mobilitazione. Ecco come.

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Carissimi e carissime, dopo che l’Agedo, qualche settimana fa, ha denunciato un testo diffamatorio e violentemente omofobo di origine vaticana, il Pm della procura di Bologna che gestisce il caso ha deciso di non accogliere la nostra richiesta di ritiro del volume, e pare vogliano chiudere molto molto molto velocemente la denuncia per diffamazione (strano, vero?).

A questo punto ABBIAMO BISOGNO DEL VOSTRO AIUTO.

Dato che per la prima volta in Italia una associzione di famiglie denuncia il Vaticano, e i magistrati ben si guardano dall’analizzare il MERITO della quesitone e passano subito a dire che i genitori etero non sono diffamati se i loro figli vengono definiti pedofili, criminali eccetera,

VI CHIEDIAMO

con molta urgenza di presentare una denuncia, per chi e’ omosessuale tra voi (in parole povere chiediamo che le mamme e i pap convincano i loro figli gay e le loro figlie lesbiche a denunciare il vaticano), identica a quella dell’agedo, ma fatta da chi ora e’ effettivamente diffamato.

L’Avvocato Ezio Menzione ha fatto questa bozza veloce da compilare e presentare ai carabinieri di zona. Qua sotto ci sono le istruzioni scritte da lui. Per favore, seguitele: si tratta di scrivere poco, dove lui ha gia’ lasciato gli spazi liberi (mettere i propri dati) e cancellare le parti che non interessano (la denuncia vale sia per i singoli, sia per le associazioni gay e lesbiche).

E datecene comunicazione, per favore. E’ una delle cose piu’ importanti che vogliamo fare. Grazie Paola Dell’Orto

ISTRUZIONI

La denuncia-querela, completata nelle parti mancanti, deve essere stampata in due copie e portata nel locale comando dei Carabinieri o nella locale Questura, ufficio denunce e querele. Va firmata dinanzi all’addetto, muniti di un documento di identita’. L’addetto dovra’ rilasciare una copia con in calce il verbale del deposito. Detta copia va custodita gelosamente. Dell’avvenuta denuncia-querela si dara’ avviso (ed eventualmente copia) all’AGEDO: info@agedo.org.

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Oggi – 1 luglio 2003 – all’Agedo stato notificato il decreto di rigetto dell’istanza di sequestro del volume Lexicon: cosa di cui gia’ sapevamo.

Ci stata notificata anche la richiesta di archiviazione della denuncia: abbiamo 10 gg. di tempo per opporci.

Intanto sappiamo che qua e la’ qualche gay ha depositato a sua volta la denuncia da noi proposta.

PER FAVORE, DATECI UNA MANO PRESENTANDO DOMANI STESSO UNA DENUNCIA PERSONALMENTE SE SIETE OMOSESSUALI, O FATELA PRESENTARE DOMANI STESSO AI VOSTRI FIGLI GAY E ALLE VOSTRE FIGLIE LESBICHE.

Stanno cercando una scusa per NON aprire una inchiesta e stroncare la nostra iniziativa. Fateci sapere qualcosa, per favore.

Non e’ difficile. Grazie
Paola Dall’Orto

Di seguito una bozza per la denuncia

ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA
PRESSO IL TRIBUNALE
– BOLOGNA –

all’attenzione del Dr. PERSICO PM Sost.

ATTO DI DENUNCIA E QUERELA

Il sottoscritto/La sottoscritta:
dati della persona denunciante

Premessa:

il sottoscritto/la sottoscritta è omosessuale e da molto tempo impegnato sul fronte culturale, politico e pedagodgico per il riconoscimento e l’affermazione dei diritti degli omosessuali e di una loro pari dignità nel contesto della nostra società rispetto a persone di orientamento eterosessuale;

oppure

il sottoscritto/la sottoscritta è egli/essa stesso/a omosessuale ed è legale rappresentante dell’associazione……, con sede………, il cui fine istituzionale è il riconoscimento dei diritti delle persone omosessuali e una loro parità giuridica e sociale rispetto alle persone di orientamento eterosessuale

Ciò premesso, si illustra quanto segue:

In data 20 giugno 2003, per notizie riportate dalla stampa circa una conferenza stampa tenutasi a Bari da parte di rappresentanti dell’associazione AGEDO, ha saputo che è stato pubblicato a Bologna, per i tipi del Centro Editoriale Dehoniano, un tomo di più di 800 pagine, titolato “LEXICON”, sottotitolo “Termini ambigui e discussi su famiglia, vita e questioni etiche”. Il libro è a cura del Pontificio Consiglio per la Famiglia, presieduto dal Card. ALFONSO LOPEZ TRUJILLO. Il tomo si compone di decine di “voci”, ciascuna riguardante questioni relative alla morale, alla sessualità, alla pedagogia e così via. L’opera, per evidenti caratteristiche sembra essere rivolta non ad un pubblico indifferenziato, ma agli operatori – soprattutto cattolici – del settore pedagogico e della assistenza familiare.

L’attenzione della sottoscritta, per evidenti motivi, è stata attratta dalle voci:
“Diritti del bambino, violenza e sfruttamento sessuale” (pp.209 e segg.);
“Omosessualità e omofobia” (pp.685 e segg.).

Nella voce relativa al bambino, si leggono, fra l’altro, frasi come:
p.216: “I pedofili, seguendo l’esempio degli omosessuali, cominciano segretamente e con fermezza a lottare per i propri diritti, nel tentativo di fare legalizzare le loro azioni attraverso l’abbassamento dell’età del consenso”;
p.220: “La parte liberale tace in modo assoluto di fronte al fatto che l’abuso sessuale parta dall’educazione dei bambini nelle cosiddette famiglie composte da una coppia omosessuale. Un figlio adottato da una coppia omosessuale o una figlia adottata da una coppia di lesbiche diventa una facile vittima dei loro bisogni sessuali, diretti verso un partner dello stesso sesso”.
Questa voce è redatta e curata da certo DOROTAS KORNAS-BIELA.

Nella voce relativa all’omosessualità e all’omofobia, si leggono fra l’altro le seguenti frasi:
p.689: “L’omosessualità è contraria al vincolo sociale…(poiché) valorizzare una tendenza a scapito delle altre lascia intendere che si potrebbe vivere socialmente in balìa delle pulsioni parziali (omosessualità, voyerismo, esibizionismo, sadomasochismo, travestitismo, transessualismo, pederastia ecc.)”;
p.696 (conclusioni della voce): “Socialmente, l’omosessualità, pone numerosi problemi quando la si vuole legittimare senza discernimento alcuno, ma riprendendo soltanto le affermazioni dei gruppi di pressione omosessuali. L’omosessualità non è soggetto di diritti poiché non ha alcun valore sociale. …(essa) resta un intrico psichico che la società non può istituire socialmente…..”.
p.693:”L’omofobia è un argomento di malafede e un prodotto dell’ansietà della psicologia omosessuale. In nome dell’omofobia, dei militanti vogliono soprattutto colpevolizzare gli eterosessuali”.
Questa voce è stata redatta e curata da certo TONY ANATRELLA.

E’ facile, già da queste citazioni (ma molte altre se ne sarebbero potute fare) capire che gli autori considerano l’omosessualità una patologia o, più esattamente, una perversione. Ne discende, secondo loro, che l’omosessualità e le persone omosessuali in quanto tali non sono soggetti cui riconoscere specifici diritti (per esempio il diritto ad una affettività e ad una sessualità conformi al proprio orientamento sessuale).

Ma non è tanto questo ciò che si vuole denunciare: in fondo, ogni opinione, sia pure retriva e oscurantista, ha diritto di espressione.
Ciò che si vuole denunciare è invece il parallelo instaurato dagli autori fra omosessualità e pedofilia da una parte, e omosessualità e varie inclinazioni sessuali (come sadomasochismo, esibizionismo ecc.) dall’altra. Colpisce ed è denigratorio soprattutto il parallelo omosessualità-pedofilia poiché instaura una sovrapposizione fra un orientamento sessuale perfettamente legittimo (omosessualità) e una pratica sessuale considerata criminalmente perseguibile dal nostro ordinamento (pedofilia).
Ancora peggiore è l’affermazione secondo cui una coppia di persone dello stesso sesso sarebbe predatrice della sessualità di un eventuale figlio, naturale di uno dei due elementi della coppia o, in futuro, adottato.
Altrettanto denigratoro è l’assunto per cui l’omosessualità e dunque le persone omosessuali (non faccia velo l’uso da parte dell’autore del termine astratto) non sarebbero degne in quanto tali di riconoscimento giuridico.
Infine, è una vera e propria manciata di fango in faccia alle persone omosessuali e a chida molto tempo si impegna contro i pregiudizi omofobici indicare l’omofobia come una “invenzione” escogitata e coltivata dagli omosessuali contro le persone eterosessuali. Sarebbe, ci si passi il paragone, come indicare il nazismo come un’invenzione dei democratici.

Tanto più grave è questa opera di denigrazione e diffamazione in quanto da un lato si fregia della “cura” del Pontificio Consiglio per la Famiglia: vale a dire di un alto consesso istituzionale della Chiesa in Italia maggioritaria; dall’altro perché rivolta soprattutto agli educatori, ai sacerdoti (anch’essi educatori), ai pedagoghi e agli psicologi. Vale a dire un’opera che vuole incidere profondamente e a lungo sugli orientamenti morali e pedagogici nel nostro paese.
E non solo nel nostro paese, peraltro, essendo stata tradotta in tre lingue, e avendo una diffusione internazionale.
Tanto più grave è l’espressione di questo orientamento pedagogico in un momento come l’attuale in cui in quasi tutti i paesi occidentali ed anche nel nostro si tende giustamente a riconoscere pari dignità e pari diritti alle persone, indipendentemente dal loro orientamento sessuale. Da qui il riconoscimento delle unioni fra persone dello stesso sesso; da qui il riconoscimento, anche in Italia, del divieto di discriminazione sul posto di lavoro sulla base, di nuovo, dell’orientamento sessuale.

Tutto ciò esposto, il sottoscritto/la sottoscritta, in proprio/quale rappresentante dell’associazione …………, ritenendosi gravemente diffamato/a (se’ stessa e le persone che rappresenta) dall’opera in questione,

denuncia

il Card. ALFONSO LOPEZ TRUJILLO, Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia;
DOROTAS KORNAS-BIELA, autore della voce relativa al “bambino”;
TONY ANATRELLA, autore della voce “omosessualità e omofobia”;
il responsabile del CENTRO EDITORIALE DEHONIANO, con sede in Bologna, via Nosadella, 6;
per tutti i fatti sopraesposti in ordine al reato di cui all’art.595 C.P., nonché al reato di cui agli artt.1 e 3 L. 25/6/93 n.205 nonché per altri eventuali reati che questa A.G. dovesse rinvenire nei fatti così come sopra esposti. Si sottolinea, per ciò che possa esser utile, che gli scritti sopraddetti contravvengono altresì al diritto di parità dei cittadini davanti alle leggi costituzionalmente tutelato.
Per tutti tali fatti ed affermazioni, gravemente lesive della dignità della sottoscritta e delle persone da essa rappresentate, si propone altresì formale querela, chiedendo che i responsabili dell’opera suddetta e della sua pubblicazione vengano perseguiti a norma di legge.
Si chiede di essere tenuti informati dell’andamento delle indagini e del loro esito ex art.408 C.P.P.
Si nomina sin d’ora quale patrono della parte offesa l’Avv.Ezio Menzione del Foro di Pisa, nel mentre ci si riserva di costituirsi parte civile nel procedimento penale eventualmente instaurando.

Firma

Luogo e data

Estremi identificativi del denunciante

di AGEDO

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