DESTRA E GAY. UTOPIA O REALTA’?

Intervista esclusiva a Enrico Oliari di Gaylib: "La destra omofoba non si rende conto che gli italiani sono cambiati"

"Destra e sinistra per me uguali sono. Da bocciare. La sinistra in 5 anni per i gay non ha fatto nulla, la destra continua a odiarci perché non ci conosce". Enrico Oliari, 30 anni, infermiere, presidente nazionale di "GayLib" l’associazione dei gay liberali e militante di Alleanza Nazionale è un fiume in piena. "Questa destra non è più la destra di Fiuggi" dice "dopo quella svolta viaggiava verso il liberalismo, ora invece torna indietro e si prostra davanti al Papa-Ré. Per stare al passo con Forza Italia, Alleanza Nazionale ha modificato la sua linea dal nazional-liberalismo al catto-fascismo". E poi, i diritti civili dei gay? "La destra prende tempo sebbene sia chiaro che prima o poi anche l’Italia deve fare qualcosa. La gente ci rispetta. È disposta a riconoscerci matrimonio o unioni civili. Cosa aspettiamo?". Arcigay? "I gay devono parlare tutti la stessa lingua. Per contare dobbiamo unirci in un’associazione delle associazioni". Intervista esclusiva.

Enrico Oliari, ci possiamo dare del tu? Non ti pare un’utopia fare quello che fai? Presidente di una associazione gay che si riconosce nella destra…

Mi piacciono gli utopisti. Le persone con le idee. La nostra è una lotta senza fine. Lottiamo, quando rimproveriamo agli stessi esponenti della Casa delle Libertà le loro uscite illiberali e forcaiole e lottiamo anche quando accusiamo il centrosinistra di immobilismo e di tradimento nei confronti della comunità gay italiana.

Ma secondo te un gay può votare degli omofobi impenitenti quali Bossi o Fini? Il primo non perde occasioni per dire no ai diritti delle coppie gay, il secondo qualche tempo fa ha sostenuto che non vi debbono essere maestri gay nelle scuole. Sono cose che un gay non può perdonare…

No, ma ritengo che un cittadino non debba essere liberale, comunista o fascista a seconda del proprio orientamento sessuale. I diritti dei gay sono cose importantissime, ma vi sono altri temi che riguardano la vita sociale, come il federalismo, i valori storici, la politica estera, l’economia… Ecco, per altri temi ognuno può rifarsi a diverse aree politiche, e sarebbe riduttivo ritenere che egli debba rinunciare a tutto il resto ed abbracciare teorie contrapposte alle sue idee, solo per il fatto che taluni, solo a chiacchiere, sostengono di portare avanti i diritti e gli interessi degli omosessuali italiani.

Vabbé, però, una cosa è predicare bene e razzolare male come ha fatto il centro sinistra in questi cinque anni, un’altra cosa è attaccare i gay. E opporsi a diritti che sono loro riconosciuti (sottolineo riconosciuti e non concessi dall’alto) in sempre maggiori paesi europei… Anche il Portogallo si sta muovendo… E la puritana Inghilterra…

Certo, il problema è che i gay italiani sono soli. Costretti a fare a pugni, svendendosi a partiti che dimostrano, coi fatti, di non avere interesse alla liberazione gay. Io scommetto una cosa: la Destra odia i gay perché non li conosce. A volte ci sono di quelle uscite che più che farmi arrabbiare, mi fanno scompisciare dalle risate. Come quella di Fini sui maestri gay di cui parlavi prima. Non ci ho messo nemmeno un secondo ad attaccarlo duramente sul Corriere della Sera. Ma ci pensi, con che politica mi devo confrontare?

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Sì che ci penso, la tua è un’avventura stoica. E la conduci con un fervore ammirabile. Anche perché il percorso che fai è minato…

Certo è il fatto che, come c’è Sinistra e Sinistra, c’è anche Destra e Destra. La destra attuale non è più la destra di Fiuggi. Quella svolta aveva rappresentato un avvio verso il liberalismo, tant’è vero che era una Destra che piaceva e convinceva e che, come tale, aveva raccolto una barca di consensi. Arriva il Giubileo ed i partiti si attaccano alle tonache dei cardinali. Tutti, persino i Radicali che chiedono l’abolizione dello Stato Vaticano, si inchinano davanti al Santo Padre. Pannella gli porta persino un regalo…

E quindi la Destra, conservatrice per tradizione, si prodiga a garantire l’immediata applicazione dei suggerimenti del Papa-Ré.

Evidentemente in Italia i politici non hanno capito che lo Stato non ha sede in Vaticano ma che è il Vaticano che ha sede a Roma… Ma ci parli della posizione politica dei partiti della Destra italiana rispetto ai gay…

Le scelte fatte sulla tematica gay sono il frutto di una convenienza propagandistica. Per spiegarci: per stare al passo con Forza Italia, la linea di AN è passata dal nazional-liberalismo al catto-fascismo.

Insomma ci sta dicendo che Forza Italia nelle questioni gay sta più a destra di Alleanza Nazionale?

Questo non lo possiamo affermare. Forza Italia è un grande partito nato come forza liberale e quindi un grande partito di raccoglimento. Già prima del Giubileo si vedevano segnali di uno spostamento verso il Vaticano. Con molta attenzione quel partito usa la strategia di non pronunciarsi sulle tematiche gay… E’ tanto grande che in esso si dice tutto ed il contrario di tutto (il ministro Guidi aveva promesso di occuparsi della questione omosessuale). E poi tutti sanno che la questione gay sarà un campo di battaglia centrale nei prossimi anni. Stanno prendendo tempo.

Ma perché la destra si dimostra così omofoba?

La Destra italiana usa l’omofobia, che non ha basi storiche, per arraffare voti. I dirigenti della Casa delle Libertà dimenticano però che il popolo italiano ultimamente è evoluto. Si è aperto alle libertà individuali, ha preso in considerazione la possibilità di riconoscere i diritti delle persone omosessuali. E’ la strada tracciata dalla storia, va nella stessa via del riconoscimento di divorzio e aborto.

L’aborto, appunto, il Cavalier Berlusconi su Famiglia Cristiana promette di rimettere mano alla legge 194 sull’interruzione di gravidanza…

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Manovre elettorali e propagandistiche, si vedrà di cosa si tratta. La Chiesa spinge in questo senso ed è inutile negare che FI si sta trasformando nella DC del terzo millennio. Non sottovalutiamo però gli spiriti liberali alla base di quel partito.

Sì, ma la DC la legge sull’aborto l’ha approvata, non cancellata… Questo è oscurantismo…

Propaganda, ti dico, staremo a vedere.

Te e Gaylib eravate presenti al Congresso di Napoli della Casa delle Libertà con volantini e documenti gay. Come siete stati accolti?

Con curiosità. Devo dire che anche il volantinaggio ha avuto il suo effetto. Mi spingo oltre: ritengo che la nostra presenza abbia funto da deterrente per affermazioni più acide da parte di Fini e di Bossi, i quali si erano spesi in attacchi addirittura più pesanti in epoca giubilare.

La potremmo chiamare strategia della tensione…

La politica dei periodi pre-elettorali suona sempre allo stesso modo. D’Alema aveva detto, durante un’assemblea di giovani cattolici a Siracusa, che l’unico modello di famiglia è quello tradizionale. Bisogna dire che almeno quella promessa l’ha mantenuta. Io ritengo che, sia con un Governo di Sinistra, che con uno di Destra, per noi gay non cambierà nulla. Tutto continuerà come fino ad ora. Pesa molto la presenza della Chiesa. Ti dirò, sono convinto che la nostra unica possibilità possa venire dalla spinta della Conferenza episcopale tedesca.

Dalla Chiesa tedesca?

Sì, in Germania si sta sviluppando una Chiesa con grandi aperture verso la tematica gay, oltre che verso i divorziati e via dicendo. Ora sappiamo che i nostri problemi derivano dalla presenza dei cattolici nel governo, che si rifanno al Vaticano, che si rifà al Papa e quindi alla sua politica di austerità e di moralizzazione.

La salita al soglio di Pietro di un Papa di area culturale vicina al liberalismo ed appoggiata dalla Chiesa tedesca, può rivelarsi il motore immobile di un cambiamento nell’intera politica del Paese, e quindi anche di visione della tematica Gay. Non è una cosa impossibile, tant’è vero che lo stesso Giovanni Paolo I, predecessore di quello attuale, aveva dato segnali di svolta in questo senso.

Forse proprio per quello Papa Luciani è durato solo poco più di un mese…

Forse

Torniamo a Bossi: a Napoli c’è andato giù un po’ duro…

Bossi al Congresso ha premesso di non avere nulla contro le coppie gay, ma di lottare affinché non possano ottenere i diritti civili. La nostra posizione, al contrario, è per l’allargamento del matrimonio civile alle coppie omosessuali (va oltre, quindi, alle timide proposte delle associazioni di centrosinistra). Per combattere il nemico bisogna sempre stare attenti a dove si colpisce. Si rischia altrimenti di essere messi da parte e di vedere bloccata la propria strada. Combattere la Destra stando dentro la destra, è questa l’opera di erosione in cui noi crediamo e che, siamo convinti, possa portare la Destra ad attenuare i toni e a lasciare libertà di coscienza ai propri esponenti.

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Fini e Bossi sono contro le coppie gay. Berlusconi e Tajani, proprio in una intervista a gay.it hanno dichiarato che se saranno eletti osteggeranno le coppie gay. Berlusconi ha detto no alle adozioni e Tajani no alle unioni civili. Secondo te questa armata brancaleone omofoba merita di vincere le elezioni?

Se se lo merita, non è certo per l’appoggio alle coppie gay. Tajani è un democristiano, e come tale da lui non mi aspetto altro. Ma anche noi gay dobbiamo stare attenti a che carte giocare. Meno slogan da disperati e più calcolo politico, perché è con quella gente che lavoriamo. Quello che manca al movimento gay è l’univocità, cioè un semplice "dire tutti la stessa cosa". Si tratta di un elemento importantissimo, e davvero non capisco perché le maggiori associazioni mettano sempre da parte la mia idea di costituire "l’associazione delle associazioni", un’Ilga tutta italiana. Tutti gli esponenti del mondo politico gay sanno quanto sia utopistico parlare di adozioni… La gente ci vede con rispetto ed è disposta a darci il matrimonio o le unioni civili, solo se non chiediamo le adozioni. Sono contento però che Berlusconi non si sia opposto alle coppie gay.

Ti assicuro, appena ha visto la buccia di banana arrivare è fuggito prima che gli sia stata infilata sotto la scarpa. Ma lasciamo perdere, permetti una domanda ironica… Oltre a te vi sono altri gay nella destra italiana?

Certo, ce ne sono tanti a Destra quanti a Sinistra. La tematica gay è diventata la cartina di tornasole grazie alla quale si misura l’apertura e la disponibilità di un partito, ma, credimi, non pensare che all’esame sia finora bocciata solo la Destra: la Sinistra non è da meno.

Enrico Oliari in 10 date

Febbraio 1993: espulso dal Fronte della Gioventù e dal Partito. Poi reintegrato dalla Mussolini e da Fini.

Febbraio 1995: "Mamma, sono gay". Prima conferenza pubblica.

Ottobre 1995: eletto presidente dell’Arcigay di Trento (carica rinnovata anche nel 1996).

Febbraio 1996: eletto consigliere Nazionale di Arcigay.

Giugno 1997: organizza, con altri, il Gay Pride di Venezia.

Ottobre 1997: fonda GayLib assieme a degli amici

Aprile 1998: attacca Fini sulla stampa per l’uscita del leader di AN contro i maestri gay

13 novembre 1998: incontra Fini

Aprile 1999: interviene all’assemblea del Mille su invito dei Radicali, a Roma

Febbraio 2001: presenta il documento sui diritti delle persone omosessuali alla conferenza programmatica di AN di Napoli

di Giacomo Leso