Detenuti gay insultati e pestati: causa milionaria contro la prigione di San Bernardino

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Una discriminazione senza precedenti per i detenuti apertamente gay.

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Un’indagine ha ripercorso 6 anni di storia della prigione della contea di San Berdardino, ottenendo la testimonianza di oltre 600 detenuti gay.

Picchiati e discriminati sia dagli altri detenuti che dagli stessi agenti della polizia penitenziaria. Questo è quello che accadeva ogni giorno a decine di detenuti gay, e che hanno deciso di denunciare le umiliazioni e il dolore subiti. Una causa milionaria, che presto verrà confermata da un giudice federale e che costringerà il carcere della contea a risarcire le vittime con un milione di dollari, che saranno divisi equamente tra gli ex detenuti.

Il racconto delle vittime parla di un trattamento diverso per i detenuti gay dichiarati: questi si sono visti privare dei diritti inalienabili garantiti agli altri prigionieri. Dovevano stare 23 ore in isolamento, avendo solamente un’ora per lavarsi, fare la telefonata che spetta di diritto o guardare la televisione. A differenza degli altri, non avevano accesso a percorsi di formazione per imparare un mestiere che li avrebbero reinseriti nel mercato del lavoro, una volta scontata la loro pena, né a terapie di riabilitazione per i tossicodipendenti o in generale a programmi per il rientro nella comunità. 

L’isolamento dei detenuti gay era necessario per la loro sicurezza

Sconvolgenti le scuse dei secondini, che hanno cercato di spiegare che l’isolamento dei detenuti era per la loro sicurezza. Una sicurezza che comunque non è mai stata garantita, perché le vittime venivano picchiate e offese dai compagni di cella e dalle stesse guardie carcerarie.

Le persone transgender in gran parte dei penitenziari purtroppo ricevono trattamenti simili. Senza un apparente motivo, il più delle volte vengono messe in isolamento, sempre con la scusa di una loro protezione. Ma l’isolamento dura mesi, se non anni.

È di gennaio la notizia di un uomo apertamente gay detenuto nel Colorado che, dopo le minacce da parte di un altro detenuto, ha tentato di denunciare il fatto alla polizia penitenziaria. I due a quel punto sono stati (volutamente?) messi nella stessa cella, dove l’uomo è stato picchiato e violentato. Solo le ultime lesioni al retto e in altre parti del corpo e la denuncia del fatto a un avvocato hanno finalmente suscitato la reazione della direzione del penitenziario, che ha dovuto giustamente risarcire la vittima.

Credits: Thailandia Now

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