Di Pietro, sì ad adozioni gay: Meglio due padri che nessuno

Il leader dell’Idv intervistato da Pubblico, si dice favorevole alle adozioni per le coppie omosessuali. Una bimba di 9 anni risponde allo psicologo cattolico: “Non siamo strani, dice cose che non sa”

Confermando quanto più volte dichiarato, intervistato dal quotidiano Pubblico di Luca Telese, Antonio Di PIetro si dice favorevole al matrimonio gay e si spinge oltre. "Meglio avere due padri o due madri che manco uno" dice il leader dell’Italia dei Valori ne live twitting di Pubblico a proposito delle adozioni per le coppie composte da persone dello stesso sesso.  E per avvalorare la sua tesi e spiegare come sia condivisa anche dagli italiani, Di Pietro cita sua sorella Concetta: "Mia sorella dice sempre: che male c’è basta che si amano".

Una posizione che rafforza l’alleanza con il partito del governatore della Puglia Nichi Vendola che di recente è stato al centro delle polemiche per aver detto prima di volersi sposare e poi di volere un figlio. "Nichi Vendola? Una bravissima persona" ha commentato Di Pietro.

"Casini è inorridito all’idea di un governo con me e Vendola – ha concluso per togliere ogni dubbio sui suoi rapporti con l’Udc -? Ne sono contento".

E sempre in tema di figli di coppie gay, a tenere banco questa volta è la lettera di una bimba di 9 anni, figlia di una coppia di donne, che risponde alle parole di  Giuseppe Di Mauro, presidente della Società Italiana di Pediatria Preventiva e sociale, pubblicate dal quotidiano Avvenire. Di Mauro prende le distanze da uno studio dell’American Psychological Association che trae conclusioni positive in merito alla questione dei figli delle coppie gay.

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"L’argomento è molto delicato e andrebbe valutato con maggiore rigore scientifico – scrive Di Mauro -, soprattutto per le ripercussioni che comporta sulla crescita e lo sviluppo del bambino".

A rispondergli non è il solito comunicato delle associazioni lgbt, ma la lettera di una bambina, Lisa, di 9 anni, figlia di Giuseppina La Delfa, presidente di Famiglie Arcobaleno, e della sua compagna.

"Gentile signor Di Mauro – scrive la bimba -, lei non sa come vivono le famiglie omosessuali ed è per questo che si vanta, e non deve dire cose che non sa. I bambini degli omosessuali non sono affatto strani e lei non si deve permettere di insultarli: sanno scrivere, disegnare, imparare, giocare, ecc… Senta non le dico di cambiare la sua opinione ma almeno di non comunicarla a tutti per far loro cambiare idea su di noi, e la prego di rispettare i nostri diritti. La figlia della presidente delle Famiglie Arcobaleno. LISA".