DiCo: al relatore Salvi non piace il Ddl Bindi/Pollastrini

Al Senato si esaminano le varie proposte sulle unioni civili, dai Pacs ai DiCo. Su questi ultimi il relatore Salvi esprime perplessità alle quali risponde l’esperto giuridico del ministro Pollastrini.

ROMA – È stata avviata alla Commissione Giustizia del Senato la discussione sui vari progetti di legge presentati finora riguardanti le coppie conviventi. Vi sono nove progetti normativi che sono stati presentati dai senatori dell’Unione più uno del senatore Alfredo Biondi (Fi) su un contratto d’unione solidale peraltro molto esiguo sul piano dei diritti reali. Oltre questi nove c’è anche il Disegno di legge sui DiCo elaborato nei mesi scorsi per conto del Governo dagli esperti legislativi dei ministeri della Famiglia (Bindi) e dei Diritti e pari opportunità (Pollastrini). Proprio sui DiCo ha espresso riserve il relatore stesso e presidente della commissione Cesare Salvi (nella foto), che ha dichiarato che il ddl non avrebbe «un impianto giuridico tale da essere preso come testo base su cui lavorare». Le critiche di Salvi verso i DiCo riguardano soprattutto il meccanismo di dichiarazione unilaterale della raccomandata, definito un meccanismo che «rischia di determinare incertezza nei rapporti» e aprirebbe a controversie giuridiche e ricorsi. In generale, sul lavoro che la Commissione deve fare, il senatore dei Ds ha detto che bisogna decidere «se adottare un testo base o procedere con un comitato ristretto» che elabori una proposta comune. Sul fronte dei tempi previsti per l’approvazione Salvi ha detto: «Faremo una seduta a settimana. Bisogna far svelenire il clima. Non ci saranno insabbiamenti né accelerazioni».

Alle critiche di Salvi ha risposto prontamente il Capo Ufficio legislativo del Ministero per i Diritti e le pari Opportunità Stefano Ceccanti: «Al di là delle scelte tecniche concretamente operate, la legislazione anagrafica vigente è una cornice del tutto adeguata per risolvere i problemi. Essa prevede delle dichiarazioni su fatti precedentemente accaduti sia recandosi di persona sia tramite raccomandata, la cui veridicità l’ufficiale di anagrafe è chiamato ad accertare chiamando le persone coinvolte e utilizzando il personale del comune. La ricostruzione lacunosa della vigente normativa anagrafica non può essere motivo per uscire dagli indirizzi politici che la maggioranza si è data col Programma e che il disegno governativo ha recepito con un insieme equilibrato e articolato di diritti e di doveri.»

Di DiCo e dintorni si è inevitabilmente parlato anche alla conferenza stampa di presentazione della manifestazione Diritti Ora! di sabato prossimo. Per Franco Grillini (Ulivo/Ds) il fine è quello di arrivare a capire che «c’è ‘famiglia’ laddove ci sono delle persone che si vogliono bene» mentre il senatore dei Verdi Gianpaolo Silvestri si è detto preoccupato per il clima omofobico che c’è ora in Italia. La deputata comunista Titti De Simone sottolinea come la classe politica nostrana sia «rimasta indietro rispetto alla società civile» sul tema delle unioni omosessuali e Vladimir Luxuria (Prc) si augura che molti colleghi parlamentari aderiranno alla manifestazione del 10 marzo e che non avranno «paura della piazza». Per il movimento GLBT (gay, lesbiche, bisessuali e trangender) tra i punti irrinunciabili che una buona legge sulle unioni civili deve avere ci sono il riconoscimento giuridico della coppia; l’opponibilità a terzi dei diritti riconosciuti; la possibilità di ereditare, di ottenere la reversibilità della pensione, del permesso di soggiorno per il partner straniero, di prendere gli alimenti e di assistere il proprio partner in caso di malattia e di morte; la non discriminazione nell’accesso al lavoro e la capacità di subentrare nell’affitto. (Roberto Taddeucci)

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