Dico. Andreotti: non è giusto dare diritti alle coppie gay

Tanto per ribadire che in Italia tutti i cittadini dovrebbero avere pari dignità e diritti davanti alla legge il senatore Andreotti propone di escludere proprio gli omosessuali dalla legge sui DiCo.

ROMA – «Il fatto che un testo legislativo dia una configurazione giuridica ad una convivenza tra due persone dello stesso sesso, a me pare che non sia giusto, ma non da un punto di vista religioso, bensì da un punto di vista civile.» Con queste parole il senatore a vita Giulio Andreotti è nuovamente intervenuto sul disegno di legge sui DiCo (Diritti e doveri delle persone che convivono) ai microfoni di Rtl 102.5. Per Andreotti dunque di una legge del genere si può anche discutere, basta che ne siano esclusi le coppie composte da persone dello stesso sesso. Questo perché, ha commentato il senatore, «Mi pare che sia diverso da come abbiamo delineato e riconosciuto la società italiana e la carta costituzionale. E non è questione di essere all’antica.» Insomma si parla ormai apertamente di discriminazioni legate a una condizione personale com’è l’orientamento sessuale, nonostante l’articolo 3 della Costituzione Italiana dica espressamente che «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.» Considerare di fare delle leggi che escludano di proposito una fascia, pur minoritaria, di cittadini ci sembra andare esattamente contro il principio costituzionale di uguaglianza.

«Andreotti ci ha preso gusto a sparare a zero su omosessuali e omosessualità» commenta il deputato dell’Ulivo Franco Grillini, «Oggi addirittura chiede di escludere le coppie dello stesso sesso dai DICO, ben sapendo che senza riconoscere i diritti di tutti i DICO non avrebbero senso. D’altra parte Andreotti la questione omosessuale la conosce bene visto che la Democrazia cristiana è stato il partito che ha avuto più omosessuali al suo vertice. Com’era possibile? Semplice: la DC era il trionfo dell’italica ipocrisia, del si fa ma non si dice, del si è ma non lo si sbandiera. Per di più un omosessuale che fosse stato Ministro, Deputato, Segretario della DC o magari anche Presidente della Repubblica passava come colui che sacrificava la sua vita familiare all’impegno totale per politica e partito, quindi come un santo, o un martire che dir si voglia. Andreotti – conclude Grillini – è uomo di altri tempi, incapace di comprendere la modernità e le nuove identità: è un anacronismo vivente.» (Roberto Taddeucci)