Dietrofront del generale: “Nessuna colpa gay a Srebrenica”

Le sue dichiarazioni sui soldati gay olandesi avevano suscitato molte polemiche e l’indignazione del governo dell’Aja. Ora John Sheehan chiede scusa via email.

Aveva fatto molto discutere la dichiarazione rilasciata dal generale americano John Sheehan lo scorso 19 marzo davanti alla commissione del senato statunitense che sta discutendo dell’abolizione del Don’t Ask Don’t Tell. Sheehan aveva sostenuto che la causa della strage di Srebrenica del 1995, la peggiore strage consumata sul suolo europeo dal dopo la Seconda Guerra Mondiale, era la presenza degli omosessuali nelle fila dell’esercido olandese che, su mandato dell’Onu, avrebbe dovuto proteggere l’area in questione.

Adesso, dopo le reazioni indignate del premier olandese Jan Peter Balkenende e del ministro degli Esteri Maxime Vehagen, il generale ha scelto la posta elettronica per tornare sulle sue dichiarazioni. Il governo olandese aveva strenuamente difeso il proprio esercito dicendo quanto "gli olandesi siano orgogliosi del propri soldati, uomini e donne, omosessuali ed eterosessuali". Un portavoce militare olandese ha confermato oggi all’Aja l’invio da parte del generale di un messaggio di posta elettronica in cui si scusa per le sue parole. Una correzione di rotta che per il ministro della Difesa Eimert van Middelkoop è sufficiente a chiudere la polemica.

Sheehan ha chiarito che la presa di Srebrenica, conclusa con il massacro di ottomila civili, uomini e ragazzi, è da mettere in relazione con le regole di ingaggio dei soldati destinati a quell’area e non con l’orientamento sessuale di determinati militari.

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