Diritti Ora! A Roma anche ministri in piazza con i gay

È tempo di riconoscere, come nella maggioranza delle democrazie europee, il diritto all’unione civile anche per le coppie omosessuali. Domani, sabato 10 marzo, tanti personaggi pubblici in piazza.

ROMA – La grande manifestazione per il riconoscimento delle unioni civili Diritti Ora! organizzata da Arcigay col patrocinio del Comune di Roma ha già ricevuto l’adesione di moltissimi parlamentari e vedrà sul palco tre componenti di primo piano del governo: il ministro della Solidarietà Sociale Paolo Ferrero, il ministro dell’Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio e il ministro per i Diritti e le Pari Opportunità, Barbara Pollastrini. La partecipazione di membri del governo a manifestazioni per la conquista di diritti civili come Gay pride e simili all’estero è considerata del tutto legittima in quanto espressione di democratica adesione ai valori di uguaglianza tra tutti i cittadini. Tanto per fare solo alcuni esempi a Malta nel 2004 al primo Gay Pride ha partecipato il ministro per l’educazione Louis Galea, l’ex ministro della cultura francese Jack Lang è stato una presenza costante ai tanti pride annuali parigini e proprio recentemente in Nuova Zelanda la primo ministro Helen Clarke ha nuovamente partecipato a una grande manifestazione della comunità GLBT (gay, lesbiche, bisessuali, transgender). In Italia l’arretratezza culturale è ancora tale che sembra che per un ministro farsi vedere a una manifestazione di omosessuali sia indice di chissà quale aberrazione. Il ministro della giustizia Clemente Mastella ha fatto sapere che se i suoi colleghi ministri si faranno vedere alla manifestazione per le unioni civili lui andrà al “Family Day” cattolico prossimo venturo: come se voler riconoscere dei diritti a coppie che non li hanno fosse in contrapposizione con l’avere a cuore il bene delle famiglie. Massimo Donadi, presidente dei deputati dell’Italia dei Valori, ha detto che «è il Parlamento il luogo per difendere la legge sui Dico, non la piazza. Riflettano i ministri Pecoraro, Ferrero e Pollastrini sulla loro partecipazione domani alla manifestazione. La loro presenza ad una manifestazione, ovviamente legittima in un Paese democratico, rischia di ideologizzare lo scontro sui Dico più di quanto non sia già avvenuto fino ad ora.» Ben oltre si spinge la vicepresidente dei deputati di Forza Italia Isabella Bertolini che riferendosi alla manifestazione di piazza Farnese dice che «Domani scende in Piazza una minoranza, la comunità degli omosessuali, l’unica realmente interessata all’approvazione dei Dico» e aggiunge poi addirittura che «Siamo ormai alla dittatura della minoranza».

Piero Fassino, il segretario dei Ds, alla manifestazione non ci sarà a causa di impegni congressuali in Emilia Romagna ma non ha niente in contrario che ci siano «esponenti e rappresentanti del nostro partito» che «ha aderito alla manifestazione». Per Fassino si tratta di «una manifestazione giusta perché rivendica il riconoscimento dei diritti individuali delle persone, il pieno rispetto delle scelte di vita e dell’ orientamento sessuale di ciascuno e rivendita soprattutto la capacità della politica e delle istituzioni di dare su questi temi leggi giuste, equilibrate e civili a tutela di ogni persona.» Fausto Raciti, segretario nazionale della Sinistra Giovanile, si dice convinto della necessità di ampliare i diritti e le libertà delle persone» e aggiunge che «Sabato pomeriggio saremo in tanti in piazza Farnese. Saremo lì per dire che la politica, quando si tratta della vita quotidiana delle persone, deve avere il coraggio di innescare grandi processi di cambiamento e di condurre battaglie culturali nella società.»

Ha annunciato la propria partecipazione il presidente dei Riformatori liberali e deputato di Forza Italia Benedetto Della Vedova

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Ha annunciato la propria partecipazione il presidente dei Riformatori liberali e deputato di Forza Italia Benedetto Della Vedova: «Domani parteciperò alla manifestazione Diritti Ora – ha detto Della Vedova – e sarà anche un modo per testimoniare a tutti che si può stare convintamente nel centrodestra guidato da Silvio Berlusconi, come ci stanno i Riformatori Liberali, rifiutando qualsiasi rigurgito omofobico. Chi considera le persone omosessuali ‘malate’ e ‘deviate’ merita la stessa considerazione di chi ancora sostenesse che le donne sono ‘inferiori’ agli uomini. Il centrodestra italiano – prosegue il deputato – non può restare, unico centrodestra al mondo, quello del ‘no’ sempre e comunque al confronto con la comunità gay e le sue rivendicazioni civili. Mi rendo conto, quindi, che la sola partecipazione dei Riformatori Liberali non e’ sufficiente a colmare il vuoto di attenzione della Casa delle Libertà, ma mi auguro che nella manifestazione di domani prevalga, nell’approfondimento delle posizioni di merito, uno spirito non di ostilità, ma di serrato confronto con il centrodestra.»

Dal mondo dell’associazionismo è arrivata anche l’adesione dell’Unione degli atei e degli agnostici razionalisti (UAAR) per ricordare al Governo l’impegno assunto in campagna elettorale per la difesa dei diritti delle coppie di fatto. «Ma la nostra partecipazione alla manifestazione di sabato – spiega Giorgio Villella, segretario nazionale dell’Uaar – è anche un modo per tornare ad affermare il principio di laicità dello stato, oggi messo di nuovo in discussione dai vertici vaticani. Proprio due giorni fa, infatti, a proposito della proposta di legge sui diritti dei conviventi, il segretario di Stato vaticano Tarcisio Bertone è tornato ad appellarsi ai politici cattolici, affermando che il no a qualsiasi forma di tutela legale dei conviventi è un principio non negoziabile: una verità obiettiva, universale e uguale per tutti. Cioè un principio da imporre a tutti i cittadini italiani, a prescin-dere dal loro pensiero a proposito. Peccato che Tarcisio Bertone sia ministro di uno Stato straniero. E che con queste parole eserciti la solita indebita ingerenza negli affari del nostro paese.»

«Sabato 10 marzo saremo in piazza Farnese a festeggiare con Alessandro Cecchi Paone la festa di liberazione da Ruini. E’ alla figura libera e vincente di Cecchi Paone e non al vecchio omosessuale cattolico, Franco Zeffirelli che si debbono ispirare la nuova stagione del centrodestra italiano» dice Daniele Priori, vicepresidente di Gaylib, l’associazione dei gay liberali di destra.

Per il presidente nazionale di Arcigay Sergio Lo Giudice «Non sono in gioco solo i diritti delle persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender, né solo i diritti e il valore sociale delle nuove famiglie etero ed omosessuali. È in gioco l’identità culturale dell’Italia: rimanere un paese ancorato ad un tradizionalismo che esclude, o volare verso una modernità civile, fondata sul riconoscimento dei diritti delle persone, sull’autodeterminazione di ognuno e ognuna, su una pluralità di colori, di vite, di relazioni sociali. Come avvenne al movimento delle donne all’inizio degli anni settanta con la grande battaglia civile per il divorzio – continua Lo Giudice – il movimento che domani si riunirà in a Roma rappresenta la punta avanzata di una grande sfida civile per un’Italia più giusta e libera. L’Italia ha bisogno di mettere le ali verso un futuro più civile: noi siamo quelle ali.»

L’appuntamento è a piazza Farnese a partire dalle ore 15. Alle 17.30 su Raitre, speciale “Primo Piano” del Tg3 che si collegherà, in diretta con piazza Farnese per dare voce ai protagonisti della manifestazione e, in studio, due diverse opinioni politiche sul tema delle unioni civili. (Roberto Taddeucci)