Discorso di insediamento di Mattarella: “Garantire i diritti civili”

“Un popolo più libero e solidale”, l’auspicio del nuovo Presidente, passando per i diritti

C’è stato spazio anche per la famiglia e i diritti civili nel discorso di insediamento del neo Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, appena conclusosi davanti alle camere, ancora in seduta riunita.

Un discorso che ha fatto appello ai valori fondanti della nostra democrazia e della costituzione, con un ricordo della Resistenza e dei suoi caduti. Illustrando tutto ciò a cui si deve puntare per garantire l’unità del Paese, la convivenza civile e il senso di comunità che gli italiani devono riconquistare, Mattarella ha ricordato che bisogna assicurarsi che “le donne non debbano avere paura di violenze e discriminazioni” e “sostenere la famiglia, risorsa della società”. Più avanti nel suo discorso, ha affermato la necessità di garantire a tutti la libertà che esplica tramite “il pieno sviluppo dei diritti civili, nella sfera sociale ed economica, nella sfera personale ed affettiva”.

“UN POPOLO PIÙ LIBERO E SOLIDALE”

Nella prima parte del suo discorso, Mattarella ha rivolto “un pensiero di amicizia alle numerose comunità straniere presenti nel nostro Paese” ed ha sottolineato come molto importante le novità introdotte da questo Parlamento che ha “la percentuale più alta di donne e un gran numero di giovani parlamentari”.

Un discorso dai toni pacati, definito prudente ed ecumenico in cui, nel riferimento ai diritti civili, si può leggere un’apertura al riconoscimento delle coppie same-sex, sebbene sia mancato un riferimento esplicito alle persone lgbt come, invece, c’è stato per le violenze contro le donne, le barriere che limitano “i diritti delle persone con disabilità”, gli anziani, i malati, la libertà di culto. Un discorso il cui asse portante è stato la crisi economica, il diritto al lavoro e il futuro dei giovani, ma anche la lotta al terrorismo che non passa dal barricarsi “dentro gli stati nazionali” e che passa dalla garanzia dei diritti e delle libertà, in cui non sono mancati i riferimenti alle radici antifasciste della Repubblica, e che si è concluso con un appello per un popolo “più libero e solidale”.

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LE REAZIONI DELLA COMUNITÀ LGBT

“A lui i nostri auguri di buon mandato, a noi l’augurio che sia lui il presidente che firmerà la legge sul matrimonio per tutti” è il commento di Yuri Guaiana, segretario dell’associazione radicale Certi Diritti.

Positivo anche il commento di Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia. “Un ottimo passaggio – dichiara Mancuso, riferendosi all’accenno ai diritti civili -, che fa ben sperare che l’impegno profuso dal presidente Napolitano, trovi ora in Mattarella un suo ancor più deciso sostenitore”.

Ai saluti si aggiunge il Circolo Mario Mieli: “Ci auguriamo – scrive in una nota il presidente Andrea Maccarrone – che l’inedito riferimento ai diritti civili e alla libertà del Presidente Sergio Mattarella sia un monito per quel Parlamento che per anni ha ignorato il tema della parità delle persone LGBT”.

Più duro, invece, il commento di Arcigay: “Le persone lgbt in Italia sono ancora oggetto di una rimozione che parte dalle rappresentazioni e arriva fino alle leggi – sottolinea il presidente nazionale Flavio Romani – Lo stesso Presidente Mattarella, d’altronde, ha lasciato al collega statunitense Barack Obama il primato di aver nominato esplicitamente le persone lgbt durante il suo discorso di insediamento, e così facendo ha reiterato lui stesso quella rimozione tutta italiana, alleviata solo da una criptica allusione”.

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“Intanto – conclude Romani – sosteniamo l’impegno del Presidente Mattarella nel suo ruolo di Garante della nostra Carta e con grande speranza gli auguriamo buon lavoro”.

Apprezzamenti anche da Arcigay che, però, mette in luce come il presidente neo-eletto abbia evitato di nominare le persone lgbt: