Disertati i referendum anti-gay: perdono gli ultra cattolici slovacchi

Accolto l’appello delle associazioni lgbt, nonostante l’endorsement di Bergoglio.

L’appello delle associazioni lgbt slovacche ha funzionato. I referendum promossi da Alleanza per la Famiglia non hanno raggiunto il quorum del 50 per cento dei votanti e sono, quindi, non validi. Tutti e tre i quesiti rappresentavano un attacco ai diritti delle persone lgbt. Si chiedeva infatti di rendere illegittimo l’uso della parola matrimonio per le unioni same-sex, il divieto di adottare bambini per le coppie omosessuali e di istituire il divieto per le scuole di tenere lezioni che riguardino l’educazione sessuale e alle differenze o l’eutanasia senza l’autorizzazione dei genitori.

Alle consultazioni, tenutesi ieri, hanno partecipato solo il 21,4 per cento degli elettori . Il mancato raggiungimento del quorum del 50 per cento fa sì che il voto non sia valido.

Le percentuali di favorevoli e di contrari, comunque, indicano che ad andare a votare sono stati solo gli elettori favorevoli all’imposizione dei divieti previsti dai quesiti: dei votanti, il 94,5 per cento si è espresso a favore del divieto dell’uso della parola “matrimonio” per le coppie gay e lesbiche, il 92,43 per cento pensa che si debbano vietare le adozioni alle persone lgbt e il 90,3 per cento ritiene che le scuole debbano chiedere l’autorizzazione ai genitori per affrontare temi che riguardino le differenze di genere.

Una sconfitta cocente per l’ala ultracattolica slovacca che nei giorni scorsi aveva ricevuto l’endorsement di papa Bergoglio che aveva parlato dei promotori dei referendum come di “difensori della famiglia”.

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Al risultato slovacco guardavano con speranza anche le associazioni e i gruppi ultra cattolici italiani che sono sulle stesse posizioni. Il popolo slovacco, invece, ha preferito raccogliere l’invito delle associazioni lgbt locali e non andare a votare, perché “A domande sbagliate non esistono risposte corrette” come recitava lo slogan scelto dagli attivisti per i diritti lgbt.