Diversity Media Awards: quanto si parla di comunità LGBT in Italia?

Ecco i dati che emergono dal Diversity Media Report 2016 e la candidature agli Awards di quest’anno.

di Roberto D’Incau

Finalmente una buona notizia: le notizie su temi, eventi, persone LGBTI nel 2016 sono più che triplicate rispetto al 2015, quando già erano raddoppiate rispetto al decennio precedente. È uno dei dati che emerge dal Diversity Media Report 2016 (DMR 2016), la ricerca sulla rappresentazione di storie e persone LGBTI nei media italiani condotta da Diversity, l’associazione presieduta da Francesca Vecchioni.

Il DMR è il documento che raccoglie l’esito dell’analisi ed è diviso in due sezioni: entertainment e informazione. Nella prima sezione sono presi in analisi i prodotti cinematografici, televisivi, radiofonici e adv, mentre la seconda sezione misura l’accuratezza dell’informazione Tv e stampa.

Il report 2016 è stato presentato a Milano alla presenza del Sindaco di Milano, Giuseppe Sala, che si è espresso molto positivamente: “Io sogno che questo progresso contro le discriminazioni, contro l’omofobia e per il rispetto dei diritti delle persone in tutte le loro aspirazioni e diverse storie continui e che questa città sia sempre di più una città aperta, sempre più ambita dai giovani, forte nel terzo settore, elementi che ne faranno la forza anche nel futuro. Saremo implacabilmente aperti” ha detto il sindaco, che si è anche dichiarato favorevole alle adozioni da parte delle coppie gay.

Sono state presentate dai direttori artistici Fabio Canino, Gino & Michele e Nico Colonna anche le nomination dei Diversity Media Awards 2017, che hanno l’obiettivo di valorizzare e premiare contenuti e personaggi che nel 2016 si sono distinti per una rappresentazione rispettosa delle persone e delle storie LGBTI nei media. I DMA saranno consegnati il 29 maggio all’UniCredit Pavilion di Milano nel corso di una serata di gala che sarà messa in onda su Real Time.

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Ecco le nomination:

Miglior Film

L’estate addosso (Indiana Production Company, Rai Cinema)
Perfetti sconosciuti (Medusa Film, Lotus Production, Leone Film Group)
Un bacio (Indigo Film, Titanus, Rai Cinema)

Miglior Serie Tv Italiana

Gomorra (Sky, Cattleya, Fandango, La7, Beta Film – Sky Atlantic, Sky Cinema 1)
Un medico in famiglia (Publispei, Rai Fiction – Rai 1)
Un posto al sole (Fremantle Media Italia, Rai Fiction, Centro di Produzione Rai di Napoli – Rai Tre)

Miglior Serie Tv Straniera

Le regole del delitto perfetto (ABC Studios, Shondaland – Fox, Rai 2)
Modern Family (Lloyd-Levitan Productions, 20th Centuri Fox Television – Fox, TV8)
Transparent (Amazon Studios, Sky Atlantic)

Miglior Programma

Di fatto, famiglie (Yam112003 – Real Time)
Il contadino cerca moglie (Fremantle Media Italia – Fox Life)
Italia’s got talent (Sky Italia, Fremantle Media Italia – Sky Uno e TV8
Stasera casa Mika (Ballandi Multimedia – Rai Due)
Stato civile (Panama Film – Rai Tre)
Uomini e donne (Fascino PGT – Canale 5)

Miglior Pubblicità

Smemoranda, Liberi di amare (GUT DistribuPubblicitàmoranda)
Le parole di sempre oggi hanno un altro significato (Saatchi & Saatchi – Toyota)

Miglior Programma Radio

Bianco e nero (Rai Radio Uno)
Fahrenheit (Rai Radio Tre)
Il ruggito del coniglio (Rai Radio 2)
Lateral (Radio Capital)
Melog (Radio 24)
Pinocchio (Radio Deejay)

 

Influencer dell’anno

Michele Bravi
Lodovica Comello
murielboom
ShantiLives
Cleo Toms
Zerocalcare

Personaggio dell’anno

Rachele Bruni
Maria De Filippi
J-ax
Jovanotti
Luciana Littizzetto
Roberto Mancini

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Dal primo aprile si apriranno le votazioni online sul sito www.diversitylab.it. Il numero dei contenuti è in linea con la ricerca relativa al 2015. Sono però aumentati i programmi televisivi (25,4% dei prodotti presi in considerazione) che hanno raccontato storie di persone LGBTI. Al di là dei prodotti che si sono focalizzati sulla questione delle unioni civili (Stato Civile) o hanno raccontato storie di genitorialità (Di fatto, famiglie), si osservano diversi tentativi di inclusione di persone LGBTI in format già collaudati (Uomini e donne, Il contadino cerca moglie).

Una tendenza analoga è osservabile nelle serie TV italiane: i personaggi LGBTI hanno archi narrativi importanti (Un posto al sole, Un medico in famiglia) e sono raccontati senza cadere in stereotipi o cliché (Gomorra). Per il cinema, la ricerca rileva un discreto numero di pellicole, tra cui alcuni titoli con una grande distribuzione (L’estate addosso, Perfetti sconosciuti).

Resta ancora limitato il numero di aziende che, nel corso del 2016, ha deciso di pubblicizzare con campagne adv i propri prodotti utilizzando un messaggio inclusivo. È un vero peccato, perché la pubblicità gioca un ruolo davvero importante nel lanciare messaggi “normalizzanti”: esemplare fu la campagna in cui una pasta surgelata veniva condivisa da un madre “open minded” a una coppia gay: la pubblicità può spendersi di più per la causa LGBTI.

Il DMR 2016 – Informazione presenta l’analisi delle notizie dei TG prime time di Rai1, Rai2, Rai3, Rete 4, Canale 5, Italia 1 e La7: su 48.581 notizie registrate nel corso del 2016, il 2,1 % (1.037) riguardano temi, eventi e persone LGBTI. La massima attenzione si registra a febbraio, in concomitanza all’iter parlamentare per l’approvazione della legge 76/2016 sulle unioni civili. Il coverage LGBTI rimane elevato il mese successivo, con la cronaca della strage di Orlando (11/12 giugno). La politica si conferma la fonte prevalente: il 48,7% delle notizie LGBTI è generato dalla politica contro una media del 27,9% degli 11 anni precedenti (fonte DMR 2015).

Insomma, quella di ieri è stata una giornata in cui si sono fatte molto riflessioni interessanti sulla causa LGBTI. A chiosa, il bell’intervento di Giuseppe Sala: “Sono qui come sindaco ma anche come cittadino – ha detto Sala – c’è una grande sensibilità del popolo milanese. Scopo di questa iniziativa è far sentire che si può e si deve coniugare la buona informazione, il buon cinema con il rispetto dei valori e la tolleranza. La politica ha un ruolo e non può sfuggire al suo dovere istituzionale. Ma deve fare anche di più: Milano è un luogo privilegiato perché non manca il dibattito e si può andare avanti, sperimentare e proiettarsi nel futuro. È diventato normale. Cambiano le amministrazioni, ma si parte dalle conquiste ottenute e si rilancia. C’è stato un buon lavoro della giunta che mi ha preceduto, ma noi vogliamo fare anche di più nella lotta contro l’omofobia, nel rispetto della diversità sessuale, per il rispetto della differenza sessuale. Come nel caso di Dj Fabo, da sindaco sono andato alla cerimonia funebre anche come cittadino, su questa materia io mi voglio esporre. Dobbiamo essere interpreti della contemporaneità, e questo produrrà molti vantaggi per Milano, città contemporanea e internazionale“.