Divieto ai dentisti di chiedere al paziente se ha l’Aids

Un’ordinanza del Garante della privacy “prescrive” di non raccogliere informazioni sulla sieropositività del paziente. Il caso dopo la denuncia di malati che non riuscivano a farsi curare le carie.

I dentisti non potranno più far compilare ai nuovi pazienti questionari in cui si chiede loro se abbiano o meno l’Aids. La decisione arriva dal Garante della Privacy inseguito all’esposto fatto da Matteo Schwarz, legale di NPS Italia, un’associazione che si occupa, appunto, di malati di Aids.

In realtà, l’ordinanza riguarda tutti gli operatori sanitari e impone "di non raccogliere l’informazione circa l’eventuale stato di sieropositività del paziente". Ad essere particolarmente interessati sono i dentisti perché è proprio inseguito alla denuncia di diversi pazienti a proposito del comportamento di questa categoria di professionisti che ha avuto inizio la vicenda che si è conclusa con l’ordinanza del Garante.

"E’ molto frequente che negli studi vengano utilizzati questionari dove bisogna dichiarare se si è sieropositivi – ha dichiarato Schwarz -. Una procedura poco ortodossa, applicata anche al di fuori della sanità. Noi pretendiamo invece che l’informazione rientri nell’ambito di uno scambio confidenziale tra medico e paziente. Siamo indignati poi dalla passività degli Ordini professionali che non sono mai intervenuti per censurare comportamenti dei loro iscritti non in linea con la deontologia".

Per niente d’accordo né con l’avvocato né con il Garante i dentisti che vedono nel provvedimento un ostacolo. "L’ordinanza è una grande limitazione per la nostra professione — ha dichiarato il dentista romano Michele Cerquetti a Corriere.it —. La privacy in questo caso rischia di creare un danno allo stesso paziente perché la presenza dell’infezione può compromettere, ad esempio, il successo di un percorso terapeutico. E poi basta con queste regole, ne abbiamo già troppe".

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Ma il legale di NPS ha fatto sapere che la denuncia è arrivata da persone che hannoriscontrato serie difficoltà perfino a farsi curare una carie proprio perché sieropositive. Ecco perché il Garante ha stabilito che non si possono raccogliere dati su questo aspetto della salute del paziente se non "previo consenso informato dell’interessato da parte del medico curante nell’ambito di un processo di cura in relazione a specifici interventi clinici", ovvero solo nel caso in cui l’informazione sia determinante per una specifica cura o terapia cui il paziente debba essere sottoposto.