DIZIONARI OMOFOBI (2° parte)

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Ancora errori nei dizionari celebri dove i gay sono invertiti e l'omosessualità è ancora considerata un disturbo. Abbiamo contattato i responsabili: «avete ragione da vendere». Il caso di...

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La carrellata di dizionari omofobi trova il suo culmine, verificabile da tutti grazie a internet, nel
Dizionario medico di Ok, il mensile del gruppo Rcs, Rizzoli Corriere della Sera, vale a dire l’editore del primo quotidiano italiano. Il giornale del “salotto buono”.
Va detto subito che non tutte le definizioni sono omofobe. Per esempio alla voce “inversione” è segnalata la connotazione negativa del termine, oppure, a differenza della maggior parte dei dizionari, è evidenziato che “pederastia” e “omosessualità” non sono sinonimi, dato che la prima è una nicchia della seconda.

A volte, il dizionario sembra invece scritto di fretta, senza controllo sulla congruenza delle voci gemelle. Non si capisce altrimenti perché il sadismo sia una “perversione sessuale” e il masochismo una “tendenza sessuale”. Verrebbe da pensare che non c’è sadico senza masochista. Allora perché mai uno deve essere pervertito e l’altro rappresentare una tendenza? Leggendo altre voci, invece, si ha l’impressione che gli autori siano nettamente omofobi o per lo meno poco aggiornati sui provvedimenti dell’Assemblea generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Il 17 maggio 1990 l’omosessualità fu infatti cancellata dalla lista delle malattie mentali.
Qualche esempio? Il transessualismo è un “disturbo dell’identità sessuale” e il transessuale “prova vivo disgusto nei confronti dei propri genitali”. Le cause: “agiscono a livello profondo fattori disturbanti di ordine relazionale, familiare, culturale e sociale”. Il travestitismo è una “deviazione sessuale”. L’Impotentia coeundi (impotenza) è “imputabile a problemi di ordine psichico (omosessualità, perversioni sessuali)”. Il feticismo è un “comportamento sessuale deviante…indice di un importante disturbo della personalità”. Per l’Aids poi non si afferma che sono a rischio gli omosessuali che frequentano numerosi partner, come del resto gli eterosessuali con il medesimo stile di vita, ma si preferisce generalizzare su tutta la categoria: “I gruppi cosiddetti ‘a rischio’ sono le persone omosessuali, i tossicodipendenti e coloro che, eterosessuali o bisessuali, hanno frequenti rapporti con estranei, dei quali non sanno se siano sieropositivi”.
La rivista è diretta da Paolo Pietroni. Sul sito http://ok.corriere.it/ si trova anche la sua mail.
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La rivista è diretta da Paolo Pietroni. Sul sito http://ok.corriere.it/ si trova anche la sua mail. Non resta che scrivere per avere chiarimenti su alcuni termini e chiedere se in seguito alla segnalazione, sono disposti a cambiare quelle voci.
La risposta non tarda ad arrivare. Dopo due giorni, il direttore replica che «lei, come si dice, ha ragioni da vendere». Ma precisa che «il dizionario di OK su Internet, non appartiene propriamente a OK ma all’Istituto DeAgostini di Novara. L’abbiamo messo on line provvisoriamente, in attesa di sostituirlo con un altro dizionario, rielaborato dall’Enciclopedia Medica del Corriere della Sera. Terremo conto delle sue osservazioni». Stupisce che Rcs abbia bisogno di chiedere in prestito il dizionario ad altri, ma è una curiosità che teniamo per noi.
Scriviamo allora a DeAgostini, che sul suo sito segnala che, operando su più Paesi al mondo, grazie a più case editrici, supera i regionalismi e le barriere geografiche. Ma non sessuali, verrebbe da aggiungere.

Anche qui la risposta, firmata Sapere.it, non tarda a venire: «Gentile utente, grazie per averci contattato. Purtroppo deve esserci un malinteso. Noi siamo Sapere.it della De Agostini e non della Rcs, ed abbiamo effettivamente dei dizionari on line che può consultare. Se ci dovessero essere delle segnalazioni ci faccia sapere».
È vero. Loro hanno diversi dizionari online. Sulla home page del loro sito compare un riquadro in alto a destra. È sufficiente inserire una parola per leggere la definizione dei vari dizionari del gruppo.
Per esempio si inserisce “transessuale” e vengono fuori tre definizioni, due direttamente della parola cercata, la terza si riferisce invece a un’altra voce (di cinema in questo caso) che comprende il nostro termine cercato. Sorpresa! Una delle tre corrisponde proprio alla definizione del dizionario medico di Ok di Rcs, quello dal quale la redazione di Sapere.it prendeva le distanze. Loro lo chiamano Enciclopedia Canale Medicina ma le definizioni sono esattamente le stesse per i termini che avevamo trovato prima (sadismo, masochismo, transessualismo, transessuale, travestitismo, impotenza coeundi, feticismo, Aids).
Vista la rapidità della loro risposta, dalla domenica sera a lunedì mattina, viene quasi da approfittarne e chiedere un secondo chiarimento. Detto fatto. Dopo due ore dalla risposta, ecco la mia nuova mail, datata 20 novembre, per sottolineare che sulla home page di http://ok.corriere.it/ è presente un box che specifica come il copyright del dizionario medico sia proprio di DeAgostini. Se Rcs ha “rubato” il dizionario a DeAgostini, noi li mettiamo in guardia! Oltretutto le definizioni sono proprio combacianti. Quindi, è giusto segnalarlo anche a loro, che sono i veri artefici del dizionario.
La reazione questa volta è quella dello struzzo che nasconde la testa sotto la sabbia. Quelli di Sapere.it non rispondono più. In attesa di un loro cenno, tanto vale controllare anche le parole che non rientrano nell’Enciclopedia Canale Medicina, ma possono trovare definizioni in altri dizionari di Rcs. Così si scopre che il significato di bagascione, oltre a quello di “chi pratica bagasce” c’è anche quello di “omosessuale maschile; giovane equivoco” senza naturalmente specificare che chi è omosessuale potrebbe sentirsi offeso sentendosi appellare come “bagascione”. Per checca, per lo meno, si specifica che è dispregiativo. L’apice però lo si tocca con la definizione di anormale, proveniente dall’Enciclopedia generale. Fra le varie voci si viene a sapere che “anormale” può essere usato per indicare “eufemisticamente, omosessuale”. Può darsi che qualcuno non ricordi cosa significa eufemismo. La stessa Enciclopedia generale della DeAgostini corre in aiuto: “Figura retorica che consiste nell’attenuare un vocabolo o un’espressione troppo dura, aspra o volgare con una perifrasi che fa capire quanto si vuol dire senza esprimerlo direttamente”. In pratica chi usa “anormale” riferendosi a un gay, lo fa per attenuare l’impatto di “omosessuale” che sarebbe un’espressione “dura, aspra o volgare”. Anormale, invece, è soft. Vale anche qui il discorso già fatto. Che ci siano persone che usano questo vocabolo per riferirsi ai gay, è vero. Aggiungere che è dispregiativo non sembrerebbe troppo complicato. Vale anche ricordare che la segnalazione del nostro lettore sul portale di Virgilio si riferiva a dizionari di Sapere.it.
Passano nove giorni, siamo al 29 novembre, decido di sollecitare la risposta della redazione di Sapere.it. Se mi avevano risposto in poche ore per lavarsi le mani da responsabilità omofobe, verrebbe da pensare che nove giorni sono più che sufficienti per una nuova risposta. Niente.
Il 19 dicembre, a ventinove giorni dall’unico cenno di vita che mi hanno dato, scrivo nuovamente. Siamo al 10 gennaio. Sono passati cinquantun giorni. Con quattro mail non sono riuscito ad avere un cenno di vita. Quanto tempo ci vorrà ancora?
Se qualche lettore ha piacere a esprimere una pacata protesta al direttore di Ok e a Sapere.it, sa quali sono gli indirizzi (del resto sono pubblici). Gennaio è un mese fortunato: qualcuno ha vinto la Lotteria Italia, qualcun altro potrebbe ritrovarsi una risposta esaustiva in casella.
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