Dolce e Gabbana: si dimette il direttore della loro testata

Giuliano Federico, direttore di Swide.com, lascia: “Incompatibile con la mia coscienza”

Giuliano Federico ha rassegnato le dimissioni da direttore responsabile di Swide.com, magazine pubblicato da Dolce&Gabbana. L’annuncio affidato ad un post su Facebook nel quale spiega le ragioni della scelta che seguono le dichiarazioni dei due stilisti “totalmente incompatibili con la mia coscienza”.

Federico è stato per diversi anni direttore di Gay.tv, e solo due anni fa aveva preso le redini della rivista della maison italiana.

Cari amici di Facebook,

vi scrivo per informarvi che oggi ho rassegnato le mie dimissioni da direttore responsabile di Swide.com, il magazine pubblicato da Dolce&Gabbana. E’ stata una decisione difficile, ma serena. In questi anni insieme alla redazione e ai tantissimi collaboratori di tutto il mondo, abbiamo raccontato in lingua inglese l’Italia e gli Italiani di ieri e di oggi, cercando di seguire il filo rosso della straordinaria capacità che Stefano e Domenico hanno di rendere pop l’immenso patrimonio culturale del nostro paese. Credo che gli stilisti debbano fare gli stilisti e parlare con i vestiti. E credo che sia doveroso riconoscere a Stefano e Domenico l’ambiziosa e visionaria volontà di rendere il proprio marchio e le proprie creazioni di moda portatori di valori. Tuttavia, le recenti opinioni legittimamente espressa da Gabbana e Dolce nell’intervista al settimanale Panorama in merito a cosa sia una famiglia e quali siano le modalità con cui le persone possano legittimamente formare famiglia, dunque due valori che toccano il dibattito pubblico italiano, e non solo, sono totalmente incompatibili con la mia coscienza di essere umano del mondo contemporaneo e incoerenti rispetto al mio impegno di cittadino che partecipa al dibattito politico.

Per questo mi sono dimesso dalla carica di direttore responsabile di Swide.com. E’ ora che le persone di pensiero, come io ritengo di essere, facciano piccoli gesti come questo.

Sono orgoglioso di essere italiano, delle nostre tradizioni e del nostro passato, ma credo che l’Italia possa guardare a un futuro più moderno e egualitario per i suoi cittadini e i suoi figli. Tutti i figli.

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