Domani 25esimo carnevale gay a Sydney

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Oltre 140 i carri attesi per la parata di quest'anno, e tra i piu' cospicui vi sara' quello dedicato al 'nasone' di Nicole Kidman.

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SYDNEY – Il sederino della rock star australiana Kylie Minogue e’ ormai passe’, ma il nasone finto e gli abiti severi della sua connazionale Nicole Kidman, nel suo ultimo ruolo nei panni della travagliata scrittrice britannica Virginia Woolf, e’ assolutamente ‘in’. Almeno secondo i gay australiani, che sembrano averla scelta come loro nuova ‘icona’, nella parata annuale dei carri del Gay Mardi Gras, domani sera a Sydney.
Anche se questo Mardi Gras del 25/o anniversario l’allegria sara’ un po’ frenata dalle rivendicazioni di una riforma delle leggi sugli omosessuali, la paura incombente della guerra all’Iraq e la tragedia sempre presente dell’Aids, la voglia di ridere e il ‘glamour’ sono vivi piu’ che mai, assicurano gli organizzatori. Oltre 140 i carri attesi per la parata di quest’anno, e tra i piu’ cospicui vi sara’ quello dedicato al ‘nasone’ di Nicole, che sara’ indossato con gli abiti demode’ di Virginia Woolf da una banda di uomini, rigorosamente muniti di statuette Oscar altrettanto nasute.
Per marcare l’anniversario di quella protesta per i diritti dei gay del 1978, in cui 52 manifestanti furono arrestati e passarono la notte in cella, apriranno la sfilata i giovani sotto i 25 anni, a fianco di ‘veterani’ di allora.
Questo Mardi Gras e’ speciale anche perche’ stava quasi per non succedere affatto, dato che lo scorso anno l’intera organizzazione era finita in bancarotta e sotto amministrazione controllata.
In ottobre pero’ quattro gruppi comunitari hanno formato il New Mardi Gras con un pacchetto di salvataggio, tagliando con massima severita’ le spese e affidandosi quasi totalmente al lavoro di volontari.
Probabilmente la parata di domani sera non attirera’ il mezzo milione di spettatori degli anni d’oro, con migliaia di visitatori danarosi da Stati Uniti, Canada e Europa, ma gli attivisti ‘veterani’ hanno ben accolto questa specie di ritorno alle origini, dopo gli anni di prestigiosi eventi ad alto costo e di dipendenza dagli sponsor.

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