Don Gallo presenta il calendario trans: “Manganelliamolo!”

Il prete, noto per il suo impegno nel sociale e le idee scomode, aiuterà la distribuzione del calendario realizzato dalle trans genovesi contro la chiusura dei bassi. E dal web arrivano le minacce.

Per protestare contro le ordinanze del comune che vorrebbero chiudere i cosiddetti "bassi" genovesi (i locali al piano terra del centro storico dove prostitute e trans, da decenni, ricevono i clienti, ndr) le trans del capoluogo ligure hanno scelto le immagini di un calendario. è il titolo dato alla raccolta di 12 foto scattate da Luca Stuto, mentre il sottotitolo recita: "Testimonianza storica del transessualismo genovese sotto forma di calendario". Il riferimento del titolo, va da sé, è a Fabrizio de Andrè che in "Anime Salve" raccontò la storia di Princesa, appunto, e che nei vicoli del centro ambientò molte delle sue canzoni, a partire dalla famosissima "Via del Campo".

Il calendario è realizzato, non a caso, in collaborazione con la fondazione Fabrizio de André e con la Comunità di San Benedetto al Porto, diretta da quel prete protagonista di tante battaglie sociali, a Genova e non, che va sotto il nome di Don Gallo. E la presentazione è stata fatta proprio nei locali della Comunità, alla quale andranno tutti i proventi delle vendite, alla presenza proprio di don Gallo.

Apriti cielo. Nonostante gli scatti scelti per il calendario non siano per niente scandalosi o pornografici, il solo fatto che ad essere ritratte siano dodici trans ha scatenato le polemiche e l’indignazione dei credenti più integralisti.

Sul , vaticanista del quotidiano ‘il Riformista’ infatti, non solo si legge un pezzo di dura condanna alla scelta di don Gallo di supportare le trans genovesi (in cui, per altro, il racconto delle fotografie è, quanto meno, opinabile) ma c’è anche una lunga sfilza di commenti che forse con lo spirito cristiano a cui pretendono di rifarsi hanno davvero poco a che vedere. 

C’è chi propone di prendere don Gallo a manganellate perché: "chissà magari ritorna normale anche il don Gallo con due vergate di nodosa quercia assestate bene"; c’è chi chiede a gran voce la scomunica immediata e chi, addirittura in inglese, ne propone la deportazione a Guantanamo (troppo tardi, Obama ha appena confermato di volerlo chiudere). Quando si dice la carità cristiana. Per fortuna c’è anche chi ricorda che un versetto del vangelo secondo Matteo recita: "In verità vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio". Ma è in netta, preoccupante, minoranza.

Certo nella diocesi del cardinale Bagnasco, un prete come don Gallo deve essere difficile da digerire, non abbiamo dubbi. C’è solo da augurarsi che restino solo parole e che nessuno decida, malauguratamente, di metterle in pratica.  Intanto, ecco le foto del calendario decidete da soli se è così scandaloso come qualcuno vorrebbe far credere. Costo, 5 euro.

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