Ecco come il governo di Donald Trump potrebbe permettere di discriminare le persone LGBT su base religiosa

E se Mike Pence riproponesse l’RFRA, che di fatto legalizza la discriminazione sulla base dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere?

Ci sono varie aree in cui Donald Trump e il suo governo cercheranno di intervenire subito, una volta insediati. Una di queste è la libertà religiosa.

Il vice presidente Mike Pence aveva introdotto l’anno scorso una legge in Indiana, la RFRA (Religious Freedom Restoration Act), la quale permette a ogni individuo o società privata e pubblica di rifiutare di elargire servizi in base al proprio credo religioso. I suoi supporters dicono che questo tipo di leggi non hanno come obiettivo la discriminazione delle persone LGBT, perché non sono citate esplicitamente. Ma un credo religioso è anche quello che considera come unico matrimonio possibile quello tra un uomo e una donna, o quello che ritiene che il sesso sia determinato solo ed esclusivamente alla nascita: in base a ciò chiunque potrebbe rifiutarsi di servire un membro della comunità LGBT sulla base di una pura ideologia.

Ecco cosa potrebbe succedere: anche il resto degli Stati Uniti ha avuto un RFRA nel 1993, firmato proprio da Bill Clinton. Ma la Corte Suprema abrogò la legge per tutti, tranne che per il governo federale. Se il governo Trump tramite il vicepresidente Pence decide di ripresentare la legge, ci sarà un Congresso Repubblicano ad approvarla e una Corte Suprema a maggioranza conservatrice che la riterrà valida, o si rifiuterà persino di metterla in discussione.
Cosa significa: probabilmente non si arriverà a rovesciare la sentenza Obergefell, quella che ha introdotto il matrimonio gay egualitario, ma potrà diventare molto difficile sposarsi. I giudici e i magistrati potrebbero rifiutarsi di concedere licenze matrimoniali alle coppie dello stesso sesso, le agenzie di adozione potrebbero rifiutare richiedenti gay, i dottori potrebbero rifiutarsi di curare i pazienti. Persino i panettieri potrebbero rifiutarsi di vendere il pane. Potrebbe prospettarsi un’America dove ci si chiederà se ognuno con cui si interagisce per strada, nei luoghi pubblici e privati sia gay friendly. Perché chi non lo è potrebbe essere legalmente giustificato a discriminare.
Cosa si può fare? Innanzitutto bisognerà seguire e auspicare l’approvazione dell’Equality Act. Il progetto di legge aggiungerebbe l’identità di genere e l’orientamento sessuale come categorie protette dal Civil Rights Act. Il progetto è in Commissione e potrebbe morire lì, dato il cambio di governo. A meno che non ci sia una rivolta popolare affinché passi in aula. Anche lì potrebbe essere sconfitto, ma quantomeno diventerebbe una bandiera nazionale dietro la quale si unirebbero nella solidarietà milioni di persone, LGBT e non.

6 commenti su “Ecco come il governo di Donald Trump potrebbe permettere di discriminare le persone LGBT su base religiosa

  1. La corte suprema ha già deciso sui matrimoni gay e non cambia nulla. Neanche sulle licenze. Se poi un panettiere omofobo deve essere obbligato per legge a vendere le torte ai gay è questione di opinioni. Io la torta non la compro da uno così piuttosto cambio fornaio. O pensate veramente che le persone diventino gay friendly per legge?

    1. In realtà la questione è più complessa. Durante il suo mandato Trump potrebbe nominare, con il via libera del senato, a sua volta controllato dai repubblicani, uno o più giudici della corte suprema nazionale. Uno direi che lo nominerà di sicuro, dato il posto vacante lasciato da Scalia, giudice ultraconservatore che ha votato contro l’annullamento delle norme anti-matrimoni omosex e anti-sodomia. E Trump a questo proposito ha dichiarato in campagna elettorale che alla corte suprema vuole giudici con la mentalità di Scalia. E’ del tutto possibile che, cambiando la composizione della corte, la decisione sui matrimoni omosex, presa con cinque voti a favore e quattro contro, venga ribaltata. Con Trump tutte le conquiste fatte finora sono in pericolo. E non vale dire che le persone non diventano gay friendly per legge; non si tratta di voler far diventare qualcuno gay friendly per legge, ma di esigere la fine della discriminazione e il rispetto delle norme vigenti.

      1. I matrimoni gay in America sono ormai un fatto assodato della giurisprudenza e la corte suprema ha già deciso. Tutto è possibile invece sulla libertà religiosa certo. Gli States.sono uno Stato federale bisogna ricordarlo sono d’accordo sul fatto che in nome di questa i singoli stati potrebbero ottenere molto ma la composizione della corte a breve non cambia a breve si vedrà fra 2 anni col prossimo giudice. Prima ci saranno le elezioni midterm. Anche così comunque non dimentichiamo che al Senato c’è una parità sostanziale i repubblicani non sono Trump chi sa qualcosa di America o ha anche solo seguito le elezioni sa di cosa parlo. Io ho una visione molto diversa dalla Sua sulla questione del panettiere citata dall’articolo non ritengo liberale né democratico imporre al fornaio per legge di fare la torta per le spose o a chiunque di farsi piacere altri. È una forma radical chic di quell’odiosa cultura falso buonista che ha contribuito a demonizzare Trump e a farlo eleggere con tutti i danni che questo comporterà. Forse sbaglio ma la storia insegna che con i ministeri della educazione del popolo da Hitler a Mussolini a Stalin è meglio non avere neanche lontani riferimenti.

        1. La corte suprema ha deciso, certo, ma con una diversa composizione della corte determinata dalla nomina, o dalle nomine, di Trump tutto può essere rimesso in discussione. Nessuno in questo momento può prevedere quanti giudici supremi Trump nominerà, con il via libera del senato che, lo ricordo, per almeno i prossimi due anni è controllato dal partito repubblicano il quale ha una posizione molto ma molto netta contro i matrimoni gay e per la nomina di giudici come Scalia. Io ovviamente spero che le elezioni di midterm portino a un senato diverso, ma questa è appunto una speranza; il fatto con cui ci troviamo oggi è che sia Trump, che ora sta usando parole e toni piuttosto diversi da quelli che usava in campagna elettorale, sia il senato sono per la nomina di giudici come Scalia. Riguardo al resto, io francamente non ti capisco; non vedo come si possa ritenere giusto che uno nel lavoro che fa si metta a discriminare; a maggior ragione per quanto riguarda il lavoro nel pubblico. Non è questione di mettersi a fare i buoni o di piacersi per forza, ma di non discriminare le persone.

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