Dopo Moretti anche Paita firma documenti contrapposti (AGGIORNATO)

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La candidata del Pd ligure fa lo stesso errore veneta: "famiglia naturale" o pari diritti?

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AGGIORNAMENTO

(31-05-15) Dopo l’articolo di Gay.it (che potete leggere qui di seguito) il nome di Raffaella Paita è stato cancellato dal sito del Forum Ligure delle Associazioni Familiari. Ambienti vicini alla candidata affermano che Paita non ha mai apposto la sua firma sul Manifesto dell’associazione non condividendone il contenuto e che il fraintendimento sarebbe nato dal fatto che, invece, uno dei candidati che la sostengono l’ha sottoscritto.

Non è solo Alessandra Moretti ad avere le idee confuse sui diritti civili . A poche ore dalla chiusura della campagna elettorale emerge che la stessa doppia firma a due documenti contrapposti sulle famiglie e le politiche familiari è stata apposta anche da un’altra candidata del centrosinistra. È Raffaella Paita che aspira a diventare presidente della Regione Liguria in successione all’uscente Burlando. Al netto dei suoi guai giudiziari (Paita è infatti indagata per i danni provocati dalle alluvioni in Liguria, per le sue responsabilità di assessore della giunta Burlando), Raffaella Paita non esce molto bene neanche sulla questione dei diritti civili.

Ancora due documenti contrapposti: da una parte quello del Forum Ligure delle Associazioni Familiari, in difesa della “famiglia naturale”, dall’altra quello di Arcigay in favore di un concetto inclusivo di famiglia che contempli anche le famiglie arcobaleno.

Sul sito del Forum si legge infatti che Raffealla Paita (ma anche i candidati del PD Giovanni Barbagallo e Monica Barra) hanno aderito al Manifesto proposto dall’associazione in cui si legge che la famiglia “è fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna e sul legame genitoriale” e si sostiene che “fa male alla famiglia” “equiparare la famiglia ad altre forme “deboli” di convivenza, perché svilisce la scelta delle persone che decidono di impegnarsi pubblicamente e privilegia il disimpegno e l’individualismo”. E a proposito di giovani, il documento parla di lotta al bullismo, ma anche a quelle che vengono definite “colonizzazioni ideologiche”, la stessa espressione usata da Bergoglio per condannare la cosiddetta “ideologia gender“.

Di contro, il documento di Arcigay Genova e Arcigay Savona , si parla espressamente di “equiparazione nella legge regionale delle coppie di fatto alle coppie coniugate” e di “formazione antidiscriminatoria e interculturale rivolta a insegnanti e dirigenti delle scuole liguri”, oltre che di “progetti contro il bullismo omo-transfobico”.

Ad onor del vero, secondo quanto riportato dal comunicato stampa di Arcigay, il documento dell’associazione è stato firmato da Alessandro Terrile, segretario Pd e candidato nel listino, ma “per conto di Raffaella Paita”.

Un’altra occasione mancata di chiarezza sui diritti delle persone lgbt e la lotta all’omofobia, per lo schieramento di centrosinistra.

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