Dopo Obama, il 53% degli italiani favorevole a nozze gay

Secondo una ricerca Datamonitor, la maggior parte degli italiani è favorevole al matrimonio tra persone dello stesso sesso. E intanto, un fiume di reazioni segue le parole di Obama.

All’indomani delle dichiarazioni del presidente Usa Barack Obama che ha aperto alle nozze gay, un sondaggio realizzato da Datamonitor rivela che il 53,4 per cento degli italiani è favorevole ai matrimoni tra coppie omosessuali, a fronte di un 44,2 per cento che si dice contrario (il 2,4 per cento non sa rispondere). Il campione intervistato, composto da mille cittadini italiani – diversificato secondo parametri statistici per classi di età, aree geografiche ed ampiezza centri – non è invece favorevole alla possibilità per le coppie omosessuali di adottare un figlio: il 77,5 per cento si è detto infatti contrario, contro un 19,8 per cento che ha espresso parere favorevole (il 2,7% non sa rispondere).

E proprio come era già successo per l’approvazione delle nozze gay a New York lo scorso anno, le dichiarazioni del Presidente Barack Obama sul matrimonio tra le persone dello stesso sesso stanno avendo una inevitabile eco anche in Italia, tra auspici che serva da stimolo alla classe politica nostrana e critiche vaticane.

"E’ surreale che nel giorno in cui il presidente Obama negli Usa dichiara il suo storico appoggio al matrimonio tra persone dello stesso sesso in Italia – ha commentato la deputata del Pd Anna Paola Concia -, in Commissione Giustizia alla Camera ci si è confrontati, nell’imbarazzo generale, sulla richiesta di includere nella discussione sulle unioni civili, anche le proposte presentate da me e dalla collega Bernardini che riguardano il matrimonio tra persone omosessuali".

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"Anche il neo presidente francese Hollande si è schierato sulle stesse posizioni. Il Partito democratico – precisa Concia -, non può più perdere tempo e far finta di niente".

"La decisione di Obama ci trova del tutto favorevoli – ha aggiunto Franco Grillini, responsabile diritti civili e associazionismo dell’Italia dei Valori -. Come IdV sosteniamo quindi questa richiesta che proviene dalla comunità Lgbt e che il Parlamento dovrebbe accogliere adeguando finalmente anche il nostro Paese agli standard sui diritti civili che si sono affermati in Europa, in America e nel resto del mondo democratico".

Sulla stessa linea d’onda il vice-presidente del Pd Ivan Scalfarotto. "L’Italia deve darsi una mossa e uscire dal Medioevo in cui ci troviamo, con le dichiarazioni di Obama e dopo le elezione di Hollande siamo a due presidenti che in una settimana si sono chiaramente schierati a favore del matrimonio gay". "Con entrambi il Partito Democratico ha sempre dimostrato di avere ampia convergenza di vedute e ha sempre assicurato loro un sincero appoggio – dichiara Scalfarotto -. E’ arrivato il momento che questa comunanza di programmi e prospettive coinvolga anche l’ambito dei diritti civili".

Il presidente di Arcigay Paolo Patané è ancora più tassativo e parla di "punto di non ritorno per coloro che si definiscono democratici, progressisti e laici" definizione nella quale non rientrano, sempre secondo Patané, né Bersani che definisce "non sovrapponibili" il matrimonio tradizionale e le altre forme di unione, né Vendola che pur essendo favorevole precisa che nel programma del centro sinistra non si parla di matrimonio, ma di unioni civili.

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"Solo da Idv al momento è arrivato un primo segnale di sostegno – conclude Patané -. Ci attendiamo che tutti i partiti si pronuncino sulla questione in modo chiaro e netto, con i rispettivi leader nazionali, i programmi e un impegno concreto".

"Sarebbe ora che anche il centro sinistra italiano, che si candida a governare il Paese tra circa un anno, si interroghi e prenda una posizione chiara e coraggiosa sul tema in linea con le maggiori democrazie occidentali – incalza il Circolo Mario Mieli -. Anche in Italia la comunità lgbti aspetta segnali forti nella direzione della piena uguaglianza dei diritti e della dignità di tutte le persone e si prepara a scendere in piazza nella prossima stagione dei Pride".

E a proposito dell’elezione di Hollande e delel dichiarazioni di Obama, l’associazione radicale Certi Diritti parla di "un altro grande passo avanti nella direzione  della giustizia e dell’uguaglianza tra le persone, indipendentemente dal loro orientamento sessuale", passo che, però, non coinvolge l’Italia dove "il fronte della conquista dei Diritti Civili vive una situazione  ancora molto difficile".

Non deve essere un caso, poi, se perfino un giornalista come Vittorio Feltri, padre del cosiddetto "metodo Boffo", oggi ha pubblicato un editoriale sul tema e scrive: "Tutti teniamo a passare per evoluti, ma quando si tratta di parlare di omosessuali, bene che vada ricorriamo a logori luoghi comuni, banalità sconce da caserma, frasario da bar. Nel linguaggio corrente mancano perfino le definizioni appropriate: frocio, culattone, busone, orecchione, finocchio eccetera. Un vocabolario meschino, oltre che triviale, totalmente inadeguato a un discorso non dico serio, ma almeno sereno, per discutere di una questione vecchia come il mondo".

La critica, invece, arriva ancora dalle stanze del Vaticano per bocca del professore Carlo Cardia, docente di Diritto Ecclesiastico all’Università Roma Tre, secondo cui le posizioni espresse dal Presidente degli Stati Uniti Barack Obamanon sono solo contro la tradizione religiosa cristiana ma con l’intera tradizione umanistica.