Dopo WHAD nasce SPQR – Senatus Populus Queer Romanus

Il fondatore di We Have a Dream, Guido Allegrezza, dà ora vita a SPQR, autentica Agorà certificata e in grado di esprimersi secondo il principio “una testa, un voto”, eleggendo i propri portavoce

Roma – 110 giorni dopo la nascita di We Have a Dream, Guido Allegrezza, da noi intervistato la scorsa settimana, ha partorito un nuovo progetto, ambizioso ed originale già dal nome: SPQR – Senatus Populus Queer Romanus.

"Vorrei costituire una “comunità cittadina” certificata e in grado di esprimersi secondo il principio “una testa, un voto”, che elegga i propri portavoce, affidi degli incarichi e assuma decisioni, mantenendo il diritto di revocare in ogni momento gli incarichi affidati se non è soddisfatta dei risultati ottenuti o dell’operato delle persone cui è stata data fiducia. Insomma una specie di Agorà’ delle persone Llgbtqi di Roma".

A dirlo lo stesso Allegrezza, che ha così continuato: "sarebbe una comunità di persone che decidono di essere visibili, di possedere una sorta di passaporto lgbtqi, attraverso il quale possono esprimersi sia in riunioni pubbliche, sia attraverso strumenti telematici di partecipazione e decisione. Senza possibilità di delegare a qualcuno la propria presenza o il proprio voto. Un’agorà che si convoca regolarmente con una cadenza prefissata (ad esempio 3 mesi) oppure quando ci sono delle urgenze. Un’agorà che può affidare incarichi di rappresentanza temporanea a persone di cui ha fiducia, per rappresentare esigenze ed istanze alle istituzioni, senza la mediazione di altri soggetti associativi".

"Un’agorà – ha proseguito Guido – in cui c’è spazio anche per le associazioni e per i partiti (magari come osservatori e uditori, con dei referenti precisi), ma che si rappresenta da sé. Un’utopia? Non direi proprio, le condizioni si stanno manifestando una dopo l’altra e stanno determinando il clima che può portare a realizzare questo piccolo sogno".

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"Ovviamente, per farlo diventare una realtà concreta – conclude Guido – occorre lavorare per costruire una proposta e sottoporla ad una prima assemblea costituente, pubblica e partecipata, che deciderà se adottare la proposta o come modificarla"

Chiunque volesse entrare a far parte di SPQR – Senatus Populus Queer Romanus, può cliccare qui, nell’apposita pagina facebook nata poche ore fa.

di Federico Boni