Dshock: non solo nightlife ma anche arte e moda per il mondo dei club kids

Dshock ci parla della nuova generazione dei club kids e di come la loro estetica abbia rivoluzionato il concetto di bellezza.

Vogue.it nel 2017 l’ha inserito tra i 6 artisti che stanno rivoluzionando il concetto di bellezza in Europa.
Dshock con 44,8K followers su Instagram è il Club Kid più popolare d’Italia, make up artist e costume designer autodidatta.
Nato nel 1990 comincia a prendere confidenza sin dall’inizio con il mondo della notte, le feste, trucchi e costumi;
spinto dal movimento notturno di quegli anni, il film Party Monster e la passione per la moda, sviluppa uno stile unico e riconoscibile che in 10 anni di carriera l’ha portato ad essere ospite in party, eventi, sfilate e feste private di tutta Europa.
Conosciamolo meglio.

Chi è Dshock?
Dshock è il canale attraverso il quale comunico con il mondo che mi ci circonda; è la mia sfera interiore trasformata in materia. Col tempo è diventato anche una professione ma è stato un caso.

Qual è il tuo concetto di bellezza e i tuoi canoni estetici?
Per me la bellezza si trova nei tratti unici di una persona e proprio per questo non ho canoni estetici predefiniti.
Mi può piacere di tutto a patto che ci sia di base la cura del corpo e della propria persona.

Come definiresti il tuo stile e che rapporto hai con la moda?
Il mio stile è molto personale.
Il rapporto con la moda nasce da bambino, è una passione che mi porto dentro da allora e che continua ad incuriosirmi ed affascinarmi. Per me la moda è pop culture, se si guarda alle mode passate si può percepire cosa stava succedendo nel mondo in quel momento. Rimane un modo per raccontare chi siamo o chi vorremmo sembrare. Può essere sia realtà che illusione.

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Artwork by Marco Lapenna

Hai qualche fetish?
Oro oro oro!

Come nascono i tuoi look?
Nella confusione più totale. Di solito parto da un’idea da seguire che può essere un colore, un tipo di materiale o un rifermento storico, ma alla fine mischio veramente tutto e l’idea iniziale diventa solo un lontano ricordo.
E’tutta colpa della musica, ne ascolto tantissima dalla mattina alla sera così la mia mente rimane sempre in viaggio, la fantasia sconfina e fatico a fermarmi in un punto e rimanere dentro i parametri che mi ero prestabilito.
Per questo alla domanda precedente “come definiresti il tuo stile?” ho risposto “molto personale“. Viene tutto da dentro!

Quali sono per te le somiglianze e differenze fra i club kids di oggi e quelli delle passate generazioni?
Secondo me in passato c’era più unicità. Tra i Club Kids della nuova generazione ( Z, quella dei social media ) trovo ci siano tantissime persone piene di talento ma essendo quotidianamente tartassate da immagini attraverso
Instagram vengono portati inevitabilmente ad inspirarsi/copiarsi tra di loro. Diventa sempre più difficile emergere e farsi notare per delle proprie caratteristiche. Un altra differenza è quella che “Club Kids” è diventata
una categoria nella quale molti ci si identificano perché la loro estetica si allontana da quella della Drag Queen. Il punto è che chiunque può essere un Club Kid perché è qualcosa che viene da dentro, è uno stile di vita…o almeno una volta era così.
L’unica somiglianza che vedo è sicuramente la voglia d’apparire, in passato avveniva di persona ora attraverso le foto.