Due coppie porteranno l’Italia alla Corte europea

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L'iniziativa che portò alla storica sentenza della Corte Costituzionale sui matrimoni gay prosegue, e questa volta l'Italia rischia di salire sul banco degli imputati davanti alla Corte Europea.

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Riparte l’iniziativa "Affermazione Civile" con cui un anno fa si ottenne uno storico pronunciamento della Corte Costituzionale sui matrimoni gay. Dopo una pausa per decidere la strada da intraprendere alla luce di quella importante sentenza, l’associazione radicale Certi Diritti sembra aver riorganizzato la lotta con il coinvolgimento, questa volta, delle istituzioni internazionali.

Ad annunciare nuove azioni durante il convegno Costruire e difendere l’Europa dei Diritti che si è tenuto oggi a Roma presso la sede del Parlamento Europeo e alla presenza della vicepresidente del Senato Emma Bonino, è stato l’avvocato Massimo Clara di Milano. «Stamane sono stati depositati i ricorsi di due coppie omosessuali di Milano contro lo Stato italiano per discriminazione a causa del loro orientamento sessuale -fanno sapere da Certi Diritti – Il ricorso è stato presentato a causa dell’impossibilità delle coppie di potersi sposare in Italia».

In una nota, Certi Diritti spiega che «la sentenza 138/2010 della Corte Costituzionale, ha espressamente dichiarato che all’unione tra due persone dello stesso sesso, intesa come stabile convivenza, spetta il diritto fondamentale di vivere liberamente una condizione di coppia e che tale  formazione sociale – nel contesto di un sistema pluralistico- deve ottenere per legge il riconoscimento giuridico con i conseguenti diritti e doveri. Finora il Parlamento italiano non ha dato ascolto a questo monito della Corte Costituzionale, e per questo le coppie hanno agito davanti alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo con l’assistenza legale della Prof. Marilisa D’Amico, Professore di Diritto Costituzionale all’Università di Milano e degli Avvocati Massimo Clara e Cesare Pitea di Milano».

«Altre coppie sono pronte a far partire i loro ricorsi contro l’Italia – dicono i Radicali – per la continua negazione, da parte della classe politica, di quanto indicato dalla stessa Corte Costituzionale e per quanto previsto dagli stessi Trattati di Nizza e di Lisbona sulla libera circolazione dei cittadini membri dell’Unione Europea e per quanto previsto in materia di lotta alle discriminazioni anche per orientamento sessuale».

Le coppie che hanno fatto ricorso saranno presenti domani all’Europride Roma 2011 e saranno sul carro dell’Associazione Radicale Certi Diritti.

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