E per la Layca Frocessione di Roma anche la pioggia si ferma

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Papesse, santi padri e anticrociati in una colorata, divertente e serissima 'via Frocis' per le strade di San Lorenzo

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Dopo settimane di pioggia fittissima finalmente, alle 14, è uscito timidamente il sole. Testimonianza che, in fondo, a Dio i gay e le lesbiche stanno un po’ simpatici. La prima frocessione dei diritti negati fu fatta a Verona il 19 ottobre del 2006 per accogliere l’arrivo di papa Ratzinger. E sempre a lui era rivolta quella di oggi a Roma.

Anche se il Papa, dopo le varie proteste dei giorni scorsi, all’Università ha deciso di non andare. All’appuntamento a Piazzale Aldo Moro all’inizio c’erano più fotografi e polizia che anticlericali, poi piano piano, sempre più gente ha cominciato ad indossare il giubetto anticrociato, il cappello da papessa e a tirar fuori tutto quello che di anticlericale possedeva. Frocissime e frocissimi si sono mascherate e distribuite intorno ai Santi padri che aprivano il corteo.

Una rispettabilissima via Frocis (ops via Crucis) quella per le strade di San Lorenzo che ha visto come prima tappa la Facoltà di Psicologia. Decine di persone hanno inscenato fidanzamenti, matrimoni, nascita di figli, separazioni. Perché qui avviene per la Chiesa la prima devianza. Se non ti sposi, se non procrei che donna sei? O tu uomo che spargi i tuoi spermatozoi, a qual fine? Da sempre gli spicologi e gli addetti ai lavori sono i primi dove ci mandano quando sembriamo “strani”. Ma strani da chi, diversi da cosa? Urla e manifestazioni di gioia hanno accompagnato la liberazione di una ragazza che portava una croce sulle spalle.

Davanti alla Chiesa di Via degli Apuli una giovanissima del collettivo femminista ‘La mela di Eva’ è legata e tirata da medici, padri, mariti che vorrebbero farne tutto quello che lei non vorrebbe. Una brava madre, una brava moglie. Ma lei, aiutata da un gruppetto di persone, con un grido esorcizzante riesce a liberarsi – così come il 24 novembre scorso 150 mila donne e lesbiche sono scese in Piazza a Roma per ribadire che non esistono pacchetti sicurezza sulla violenza sulle donne che reggano visto che il 90% avviene tra le mura domestiche -.

Le strade di San Lorenzo sono strette ma il camion passa e la gente aumenta. Gay, lesbiche, trans ma soprattutto anticlericali si sono riversati a via dei Volsci sotto la sede della storica radio romana. Dalle finestre di Radiondarossa un impettito papa ha lanciato preservativi a tutto il popolo. Proprio in questi giorni si fa tanto parlare di moratoria sull’aborto. A quando, invece, una moratoria sul divieto dell’uso del preservativo, visti i migliaia di bambini che muoiono di Aids?

Altra tappa: il centro sociale Forte Prenestino distribuisce flyer e sopra con la scritta "Più Maria meno Gesù". Si passa alla prossima, l’ultima della Layca Frocessione, dedicata ai morti sul lavoro. A quei tanti e tante che, giovanissimi, ancora nel 2008 muoiono perché ci insegnano sin dalla nascita che bisogna vivere per lavorare. 

E’ iniziato con gioia invece l’anno di chi ha partecipato a questa divertente frocessione. A sfilare non erano in tantissimi ma sicuramente quella di oggi è stata una tappa importante per ribadire ancora una volta che questo clima diffuso dal Vaticano che porta moltissimi gay e lesbiche ad essere bersaglio di omofobia, discriminazioni e pestaggi fisici la layca frocessione non ci sta, come ci ricorda anche un volantone distribuito dal collettivo ‘Le ribellule’.

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In serata la musica. Poi i partecipanti si danno appuntamento il 9 febbraio per la manifestazione ‘NoVat’ indetta ancora da ‘Facciamo Breccia’. Ancora nella diocesi del papa, a Roma.

di Cristina Petrucci

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