‘ECCO PERCHÉ LO LICENZIAI’

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Lui era apparso in una foto al Gay Village. E il senatore Fisichella lo aveva licenziato. Ora spiega i suoi motivi: "utilizzava il pc d'ufficio per visitare siti...

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ROMA – Nessuna omofobia. Il vice-oresidente del Senato Domenico Fisichella stanco del “fuoco di fila” cui dice di essere sottoposto, spiega perché ha provveduto a licenziare il suo stretto collaboratore Dario Mattiello, pochi giorni dopo che era apparsa sul settimanale “Panorama” una foto che lo ritraeva in mezzo alla folla del Gay Village.
“Visitava dall’ufficio siti estranei”Secondo quanto dichiarato oggi da Fisichella, Dario Mattiello oltre ad aver creato da tempo rapporti conflittuali con altri collaboratori nella segreteria, avrebbe utilizzato «in esclusiva uno dei due computer attribuiti dal Senato in dotazione alla segreteria particolare, precludendone ogni impiego da parte degli altri collaboratori. Successivi accertamenti hanno permesso di individuare ricorrenti collegamenti di tale computer con siti del tutto estranei agli interessi di un ufficio pubblico, e in particolare, per la sua delicatezza, di un organo costituzionale». E’ quanto fa sapere il vicepresidente del Senato, Domenico Fisichella.
Fisichella aggiunge «ovviamente i contenuti di tali collegamenti non sono stati verificati per rispetto della privacy. Tale computer è ora in custodia presso gli uffici dell’amministrazione del Senato». Inoltre Domenico Fisichella fa sapere che gli sembra «singolare» che Mattiello in una intervista a “Il Messaggero” del 10 novembre sostenga «ora verrà tentata una conciliazione» «dopo -dice il vice presidente- che da vari giorni è in corso, anche sulla base di altre interviste dello stesso dott. Mattiello, un autentico fuoco di fila giornalistico contro il sottoscritto, che per numerosi giorni ha scelto il riserbo per senso di responsabilità verso l’Istituzione di cui è al servizio e anche verso il dott. Mattiello».
“Sono aggredito dalla stampa”Domenico Fisichella denuncia una campagna di stampa che presenta profili di «forte aggressività» e ricorda che «la presenza del dott. Mattiello presso la mia segreteria particolare aveva ormai da tempo determinato situazioni di difficoltà e perfino di incompatibilità nei rapporti di collaborazione e personali anche con altri componenti della mia segreteria particolare. Tutto ciò con disagio sotto il profilo funzionale». Fisichella ricorda infine che «pur non esistendo alcun obbligo di motivazione per la conclusione di una collaborazione di tipo di tipo fiduciario, il sottoscritto non ha formalmente motivato non su tale premessa ma per evitare di recare un qualunque danno al dott. Mattiello nella ricerca di un nuovo lavoro».
“Non si tratta di omofobiaGià ieri il vice-presidente del Senato aveva rotto il silenzio sulla questione rispondendo a una lettera del senatore dei Verdi Fiorello Cortiana, che gli aveva chiesto le motivazioni del gesto. Nella lettera di risposta, Fisichella dice di non avere «alcuna difficoltà a precisarti che, in questa vicenda, nessuna considerazione sugli orientamenti sessuali del Dott. Mattiello (a me ignoti e mai indagati), né su suoi più complessivi interessi mi ha indotto ad interrompere ogni sua collaborazione con la segreteria particolare del sottoscritto».
Il senatore di AN spiega poi al suo collega Cortiana che non ci sarebbero motivi legati all’omofobia: «è semplicemente venuto meno, per ragioni diverse, quel vincolo fiduciario che da sempre lega noi parlamentari, ed in particolare i componenti il Consiglio di Presidenza, ai nostri più diretti collaboratori». Sull’ipotesi che le motivazioni siano o meno ammissibili, Fisichella poi è categorico: «le sedi procedurali competenti consentiranno nelle forme dovute di valutare il fondamento della mia decisione».
Un impiegato stimato da tuttiNel dare la notizia del licenziamento, il giornalista Daniele Scalise che per primo ha trattato il caso dalle colonne del Foglio, aveva precisato che Mattiello lavorava nello staff del vice-presidente del Senato «da otto anni con meriti che tutti ­- Fisichella in testa – gli hanno sempre e ampiamente riconosciuto».
Intanto il diretto interessati, Dario Mattiello, ha fatto ritorno in patria dopo un breve soggiorno all’estero: i tentativi di Gay.it di entrare in contatto con lui per chiedere delucidazioni sull’accaduto, sono purtroppo caduti nel vuoto.

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