Egitto shock: la polizia potrà espellere stranieri solo perché gay

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Una sentenza che farà discutere la comunità internazionale. Egitto sempre più pericoloso.

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La polizia egiziana potrà espellere cittadini stranieri gay e impedirne l’ingresso nel paese. È la sentenza shock pronunciata da un tribunale amministrativo del paese nordafricano a seguito di un ricorso presentato da un omosessuale di origini libiche espulso dal ministero dell’Interno. Per i giudici che hanno emesso la sentenza è nelle prerogative del governo permettere o negare l’ingresso e la permanenza nel paese di persone responsabili di “comportamenti devianti”. In Egitto l’omosessualità non è reato, secondo la legge, per questo l’escamotage utilizzato per perseguitare le persone lgbt è una norma sulla prostituzione.

Il giro di vite contro i gay e le lesbiche si fa sempre più stringente in Egitto. Lo scorso dicembre, un servizio giornalistico aveva immortalato una retata in un bagno turco da cui i clienti (presuntamente gay) erano stati fatti

uscire completamente nudi. Il servizio non mirava a denunciare la retata, quanto a condannare moralmente le persone arrestate che, in seguito, sono stati assolti da ogni accusa.

Le persone lgbt non sono mai state ben viste in Egitto che durante il governo di Mubarak vide consumarsi moltissime retate a danni di gay e lesbiche, ma la crescente islamizzazione operata dai Fratelli Musulmani che tentano in ogni modo di mettere a tacere i movimenti giovanili che portarono alle rivolte della primavera araba, rappresenta ben più che un peggioramento della situazione dei diritti civili nel paese.

La preoccupante situazione dei diritti umani in Egitto è già stata denunciata da Amnesty International che parla di “patetici tentativi” delle autorità di nascondere la realtà agli occhi della comunità internazionale.

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